Amazon blocca le assunzioni

Amazonia Recruitment Crisis

Amazon corre ai ripari e per l’anno in corso come riportato dal New York Times attua un blocco delle assunzioni, il dollaro forte si preannuncia una ghigliottina che si aggiunge ad inflazione, situazione geopolitica e rincari di energia e materie prime.

Amazon si prepara per tempi più duri

In un mondo sempre più alla deriva dove venti di guerra molto pericolosi iniziano ad arrivare da più parti e non solo tra Russia e Ucraina (vedi le tensioni su Taiwan e le recenti azioni di Kim Jong Un) e con l’affacciarsi di una recessione globale sempre più vicina le società più importanti che tanto stanno soffrendo questo contesto macro e il bear market in corso iniziano a tutelarsi iniziando dal personale.

Un dollaro forte che guadagna su tutte le altre valute principali (Sterlina, Euro, Yen, Yuan ecc) è un problema per le esportazioni ed essendo AMZN un colosso mondiale le stime sono di un’incidenza di almeno il 5% sugli utili.

Il 5% su un Q2 che aveva fatto registrare 121.234 milioni di dollari di fatturato e una previsione del Q3 (in arrivo il 27 ottobre prossimo) di 127.856 milioni potrà avere un impatto in negativo per una cifra che va dai 6.000 ai 6.400 milioni di dollari americani e questo unito soprattutto al caro energia fa sì che delle scelte siano inevitabili.

Una delle voci di costo che più incidono sul bilancio di una società specialmente se questa vanta le dimensioni del colosso di Bezos è proprio la forza lavoro che nonostante il virtuosismo che la contraddistingue vede prendere la decisione di fermare le nuove assunzioni ed ottimizzare i risultati con i dipendenti già in forza all’azienda.

Questa scelta è solo una di una serie di misure adottate in maniera preventiva da Jeff Bezos per continuare a centrare gli obiettivi dell’azienda e non disattendere la trimestrale che incombe tra una ventina di giorni.

Un uscita dai binari comporterebbe un sentiment negativo degli analisti e porterebbe il titolo in rosso a Wall Street con conseguenti perdite economiche da parte degli investitori.

Il margine operativo lordo (EBITDA) dopo una battuta di arresto nel primo trimestre dovuto anche alle conseguenze dell’invasione Russa in Ucraina nel secondo trimestre ha rivisto la zona verde registrando 18.210 milioni di dollari con un +13% rispetto le attese e dalle parti di Bellevue ce la stanno mettendo tutta per confermare il trend anche nel prossimo Q3.

Non solo Amazon, le grandi aziende tagliano i costi

La mossa di Amazon non è la sola nell’ambito dell’HR (Human Resources), anche Tesla già mesi fa aveva bloccato le assunzioni addirittura sostenendo che fosse necessario un taglio del 10% del personale salvo poi aggiustare il tiro.

Come di consueto il taglio comunicato con un tweet dal sempre sorprendente Elon Musk aveva fatto storcere il naso ai più e alla fine il fondatore di Tesla si era visto costretto a ritornare sui suoi passi.

Nel frattempo arrivano buone notizie anche dall’antitrust che annulla la maximulta comminata alla società e ad Apple da oltre 100 milioni, 114.681.657 di euro per la precisione, inflitta dall’Antitrust nel novembre 2021 per un’intesa anticoncorrenziale.

Il Tar ha spiegato che:

“Si tratta della sanzione che riguardava  una clausola del contratto stipulato tra Apple e Amazon nel 2018, che aveva riservato la vendita di prodotti Apple/Beats (prodotti Apple), tramite il marketplace, di Amazon ai cosiddetti Apple Premium Resellers (la categoria di rivenditori che, all’interno del sistema di distribuzione di Apple, soddisfa i più alti standard di qualità ed investimenti)”.

La multa è stata annullata per la gioia della società americana che ha rilasciato il seguente comunicato:

“Accogliamo con favore la decisione del TAR. Il nostro modello di business in tutta Europa si basa sul successo delle piccole e medie imprese e continueremo a lavorare duramente per fornire un’ampia selezione di prodotti Apple, la qualità del servizio e la convenienza che i nostri clienti amano”.

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