Asset allocation, oro: ecco perchè non ha protetto dall’inflazione

L’oro tipicamente viene acquistato dagli investitori soprattutto nei momenti di forte instabilità del mercato e per questo viene definito come bene “rifugio”, ovvero un bene il cui valore intrinseco tende a non diminuire con l’incremento generale dei prezzi, ossia con l’inflazione.

In questi ultimi mesi però il rialzo deciso dell’inflazione non è stato seguito da un contestuale aumento delle quotazioni dell’oro; esse, in realtà, sono scese in linea con l’andamento dei mercati. Ma perché questo? Il metallo giallo non dovrebbe apprezzarsi con l’inflazione?

Prova di seguito a dare una risposta Giacomo Calef, Country manager di NS Partners.

È bene ricordarsi però che l’oro dipende anche dal livello dei tassi di interesse reali. Ovviamente se essi aumentano, gli operatori preferiranno investire in titoli di Stato o in altri asset collegati ai tassi di interesse, piuttosto che comprare oro. L’oro è infatti un asset che non produce rendimenti, come invece, ad esempio, un’obbligazione. Per tale motivo, il costo opportunità di detenere il metallo giallo aumenta con l’aumentare dei tassi di interesse. Se i tassi reali sono positivi, il costo opportunità di tenere oro sale e gli investitori lo “scaricano”.

La discesa dell’oro negli ultimi mesi è quindi dovuta al rialzo dei rendimenti reali negli Usa. La politica monetaria restrittiva messa in atto dalla Fed per combattere l’inflazione ha spinto al rialzo i rendimenti reali, facendo deprezzare le quotazioni del metallo prezioso.

Risulta interessante notare, a prova di quanto detto sopra, come l’oro si sia apprezzato nelle ultime due settimane; ciò è in gran parte dovuto anche ad una possibile riduzione dei tassi da parte della Fed tra il 2023 e il 2024, visti i risultati soddisfacenti dell’inflazione americana ad ottobre. In conclusione, l’oro quindi non protegge dall’inflazione a prescindere dallo scenario macroeconomico.

Acquistare oro solo come mera protezione dall’inflazione, senza comprenderne l’effettivo andamento, potrebbe essere controproducente per l’investitore di lungo periodo. Infatti se l’inflazione non dovesse scendere in modo rilevante nel breve termine, come atteso, i tassi reali potrebbero rimanere elevati e di conseguenza il metallo giallo potrebbe non essere un valido asset da tenere in portafoglio.