Censored, arriva la serie NFT di Julian Assange

NFT Julian Assange

Julian Assange lancia una collezione di NFT dal titolo “Censored”. La serie, realizzata in collaborazione con Pak, sarà lanciata il prossimo 7 febbraio. 

Censored, la serie NFT di Julian Assange

A confermare la collaborazione è stato Pak, artista NFT noto per il suo progetto ”Merge” con cui ha venduto NFT da “assemblare” per 91,8 milioni di dollari. L’annuncio è arrivato lo scorso 6 gennaio ma in modo molto criptico. L’account di WikiLeaks si è limitato a twittare uno sfondo nero con la scritta “one thousand”, condivisa proprio da Pak che il 30 gennaio ha annunciato la collaborazione con il fondatore di Wikileaks: 

“Censored è una collaborazione con Julian Assange. Riguarda voi.

Si compone di due parti, una dinamica 1/1 e una dinamica edizione aperta, per farvi partecipare tutti.

Sarà qui il 7 febbraio”.

Altri dettagli non sono stati forniti. 

 NFT Julian Assange
Gli NFT di Julian Assange sono realizzati in collaborazione con Pak

WikiLeaks si finanzia con gli NFT?

Wikileaks da tempo accetta donazioni in criptovalute. È possibile finanziare l’organizzazione di Julian Assange con Bitcoin, Bitcoin Cash, Litecoin, ZCash, Monero ed Ethereum. 

Il lancio degli NFT “Censored” potrebbe essere un altro modo per finanziarsi utilizzando la blockchain. Non sarebbe il primo tentativo di uso degli NFT per fare crowdfunding. Un tentativo simile lo ha fatto l’attrice Jennifer Esposito, per finanziare il suo prossimo film

Ma Wikileaks non produce film né fa intrattenimento. Wikileaks è specializzata nella raccolta e pubblicazione di materiale “sensibile” che riguarda trame politiche, guerre, corruzione. Fondata da Julian Assange nel 2006, a dire la verità ultimamente non è molto produttiva. Gli ultimi “leaks” sono datati dicembre 2018. 

Le vicende legali di Julian Assange

Sul destino di Wikileaks hanno influito le vicende giudiziarie del fondatore Julian Assange. Rischia ben 175 anni di carcere per i documenti che ha diffuso. Attualmente è detenuto a Londra e proprio una settimana fa l’Alta Corte di Giustizia gli ha concesso di fare ricorso alla Corte Suprema del Regno Unito contro la sua estradizione. Assange era stato arrestato l’11 aprile 2019 mentre si trovava nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Nel periodo di detenzione ha visto archiviare l’accusa di stupro che arrivava dalla Svezia, mentre gli Stati Uniti, oltre alla pirateria informatica, hanno imputato Assange con altri 17 capi d’accusa, tra cui cospirazione e spionaggio, tali da fargli passare il resto della sua vita in carcere.

 A gennaio 2021 il Tribunale di Londra aveva respinto una prima richiesta di estrazione. Ma a dicembre 2021 il ricorso del governo USA è stato accolto. La settimana scorsa è stato deciso che Assange può fare ricorso e tentare così di non essere portato a processo negli Stati Uniti. 

La questione di Assange non riguarda solo la sua persona ma la libertà di stampa. Assange ha collaborato con i più grandi quotidiani mondiali ai quali diffondeva le sue informazioni segrete. Ecco perché può fare clamore. Assange è questione di verità.

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