I russi possiedono il 12% del mercato delle criptovalute

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I russi detengono criptovalute per un valore pari a 214 miliardi di dollari, pari al 12% dell’intero mercato delle criptovalute. Questo spiega perché il governo vuole regolamentarle ma senza la stretta ipotizzata dalla Banca Centrale Russa. 

I russi e le criptovalute

Che le criptovalute fossero particolarmente apprezzate in Russia era già noto sin da dicembre, quando dati riportati da Tass citavano investimenti per 5 trilioni di rubli. 

Ma quelli riportati ora da Bloomberg parlano di 16,5 trilioni di rubli, dunque una cifra molto maggiore.

Forse è a causa di queste cifre che il presidente Putin non vuole imporre un ban come chiede la Banca Centrale Russa. Evidentemente ha più senso tassare gli investimenti in criptovalute che vietarli, che è un po’ anche la tesi dell’ex presidente Medvedev. Recentemente quest’ultimo ha dichiarato che quando si vuole vietare qualcosa si ottengono sempre effetti opposti: come dire che il divieto non frenerebbe comunque gli investimenti. Tantovale renderli legali e applicarci un prelievo fiscale. 

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Il presidente della Russia Putin non vuole bannare le criptovalute

Il 12% dei russi possiede crypto

Del resto i dati riportati da Triple A confermano che in Russia si concentra un numero di investitori crypto tra i più alti del mondo. 

Secondo questi dati, l’11,91% della popolazione pari a oltre 17 milioni di persone ha criptovalute. 

Facendo una classifica, la Russa è terza per valore assoluto, dietro India (100 milioni di possessori crypto), e Stati Uniti (27 milioni). Il paese è invece secondo in rapporto percentuale: solo l’Ucraina con 5,5 milioni di investitori crypto pari al 12,73% della popolazione fa meglio. Gli USA scivolano in sesta posizione con “solo”, l’8,31% della popolazione che ha investito in criptovalute. 

Che ai russi sembra piacere molto il Bitcoin lo dimostra anche un rapporto del World Gold Council che aveva notato che le criptovalute fossero preferite più dell’oro per gli investimenti (dati di ottobre 2020). In questo sondaggio, il 17% degli oltre 2.000 intervistati ammetteva di aver investito in crypto nei 12 mesi precedenti, più del 16% che aveva preferito l’oro.

Era il periodo precedente alla bullrun che si sarebbe innescata proprio da ottobre 2020, e questo lascia pensare che gli investitori crypto in Russia siano aumentati.

Insomma, ci sono tutti gli indizi per dire con certezza che le criptovalute sono una realtà molto apprezzata in Russia e il governo sta scegliendo di non ignorarlo.

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