Le conseguenze della guerra nei mercati

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L’attacco 

Putin ha ordinato l’attacco alle luci dell’alba del 24 di febbraio 2022.

Con una potenza di fuoco sorprendentemente efficace i russi hanno distrutto la maggior parte delle basi militari ucraine e il quartier generale dell’intelligence di Kiev. 

I civili fuggono dalla capitale verso le campagne e le zone più isolate del paese e così fanno anche nelle altre città oggetto di attacco.

I più fortunati riescono a scappare verso i paesi confinanti, Romania su tutti chiedendo e ricevendo asilo. 

Oggi si è riunito il consiglio Italiano di Difesa che da carta bianca a Mario Draghi in vista del summit di domani della Nato in cui tutti gli altri temi lasceranno il campo per decidere il da farsi ad Ovest. 

Le conseguenze della guerra nei principali mercati

La borsa di Mosca che in un primo momento era stata sospesa ha ripreso le transazioni con esiti disastrosi. 

Il mercato russo perde infatti il 45% lasciando sul terreno quasi 280 miliardi pur mantenendo anzi aumentando il proprio potere contrattuale grazie agli aumenti esorbitanti del petrolio che tocca i 105 dollari al barile e soprattutto del gas che vola apprezzando di un altro 20%. 

Sono rossi tutti i principali indici delle borse europee e quella Italiana non fa eccezione perdendo un bel 5%.

Tutte le materie prime si apprezzano e complicano ancora di più il quadro le dichiarazioni delle Cina che non considerano la mossa di Putin un attacco o un’invasione vera e propria ma una tutela con azioni militari mirate agli interessi della Russia. 

Anche le Cryptovalute soffrono molto sia Btc che Ethereum perdono molto rispettivamente il 5% a 35.400 dollari e il 7,80% a 2.390 dollari. 

Segnali di speranza

Secondo quanto riportato da LPR alcune brigate dell’esercito Ucraino si starebbero arrendendo ponendo fine al conflitto su tutte la 53° brigata di fanteria motorizzata. 

Questi atti sarebbero alla base di una guerra impari che intelligentemente l’esercito Ucraino o cmq parte di esso sta cercando di evitare anche mosso da un silenzio assordante della Nato che al momento non interviene. 

La situazione fa ben sperare anche se i fatti sono in continua evoluzione ed è presto per comprendere in che direzione si evolverà la situazione. 

Le preoccupazione

Il protrarsi di una guerra alle porte dell’Europa non gioverà a nessuno se non all’asse che si è recentemente formato tra Russia e Cina.

Le due superpotenze insieme detengono la stragrande maggioranza delle materie prime ed energia mondiale e l’Europa si troverebbe a secco. 

Domani il summit di urgenza della Nato ci darà un machete per la giungla dei nostri pensieri e svelerà se i mercati avranno un altro motivo per virare al rosso o meno. 

Gli investitori sono molto preoccupati e c’è un chiaro fermento in un mondo che non lascia molta speranza tra inflazione record, guerre e crisi energetica.

Nel frattempo Trump dichiara che Biden ha portato di nuovo l’America in guerra e che mai come in questo periodo la sua economia e il mondo del lavoro è stato così in crisi. 

 

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