Mercati, auto: ecco le case favorite dagli incentivi negli Usa

In base alla proposta presentata venerdì scorso dai democratici negli Usa, i veicoli elettrici prodotti da aziende statunitensi i cui lavoratori sono rappresentati dai sindacati godrebbero di un ulteriore incentivo fiscale di 4.500 dollari. Una misura che favorirebbe le tre case automobilistiche di Detroit: General Motors, Ford e Stellantis.

L’incentivo si aggiungerebbe a quello esistente da 7.500 dollari a favore dei veicoli elettrici. La proposta, stimata in un costo da 33 a 34 mld di dollari in dieci anni, aumenterebbe fino a 12.500 dollari il credito d’imposta massimo per i veicoli elettrici, di cui 500 dollari per l’utilizzo di batterie prodotte negli Stati Uniti. Il disegno di legge limita però il credito alle auto con un prezzo non superiore a 55.000 dollari, mentre i camion potrebbero avere un prezzo fino a 74.000.

La proposta è parte integrante dell’obiettivo dell’amministrazione Biden di garantire che i veicoli elettrici comprendano almeno il 50% delle vendite di veicoli negli Usa entro il 2030. Tesla e le case automobilistiche straniere che operano negli Stati Uniti non hanno sindacati che rappresentano i lavoratori. Le auto Tesla e straniere avrebbero quindi diritto a incentivi limitati al massimo a 8.000 dollari nel caso che il disegno di legge fosse approvato.

La notizia, secondo gli analisti di Equita, ha implicazioni positive per:

Umicore esposta al tema dell’elettrificazione tramite la divisione E&ST che rappresenta un terzo del EBITDA di gruppo stimato per il 2022 e indirettamente tramite la divisione recycling (per le batterie) che rappresenta il 35% del EBITDA stimato per il 2022.

Società di semiconduttori con Infineon maggiormente esposta rispetto a STM al segmento automotive (circa il 40% Iinfineon e circa 30% STM) e con una posizione di leadership incontrastata nel segmento dei semiconduttori di potenza, utilizzati sia per le auto elettriche che per la costruzione delle colonnine di ricarica.