Bitcoin è un bene rifugio?

Bitcoin bene rifugio

Bitcoin, la criptovaluta di Satoshi nata ufficialmente nel gennaio del 2009 è sempre stata considerata un asset strategico, spesso un bene rifugio. 

L’andamento fino al 2019

Per dieci anni dalla sua creazione al 2019 compreso infatti, BTC ha performato in linea con l’andamento dell’Oro (Au) bene rifugio per eccellenza. 

Come si comportava rispetto ai mercati? 

In coerenza con qualsiasi bene rifugio che si rispetti BTC non aveva correlazione con i mercati o meglio l’aveva opposta. 

Quando l’azionario scendeva la criptovaluta saliva e viceversa, questo ha accresciuto l’idea che la moneta fosse affiancabile all’oro come bene rifugio. 

L’andamento dopo il 2019

Da tre anni a questa parte qualcosa nel “comportamento” di Bitcoin si dev’essere inceppato. 

A partire dal gennaio 2020 infatti la moneta virtuale ha invertito il suo modo di reagire, intanto ha aumentato la sua volatilità a causa di un sempre maggiore afflusso di investimenti nell’asset da parte di intermediari e investitori istituzionali (ad oggi un terzo del totale che ammonta a 5.5 milioni di Btc). 

In totale Bitcoin cuba oltre 2.6 trilioni di dollari a fine 2021. 

Un altro fattore che ha contribuito fortemente a questo break strutturale degli ultimi anni è il cambiamento avvenuto nel modo di investire.

Un numero sempre più crescente di investitori infatti vedono le crypto come uno strumento finanziario sul quale speculare per una rendita facile nel breve periodo e questo fa sì che la vocazione protezionistica del valore sia stata fortemente intaccata. 

Post 2019 infatti il comportamento di Bitcoin si è invertito, a ogni contrazione dei mercati o fluttuazione segue questi nell’andamento. 

Mentre l’oro in questo periodo di incertezza prende il largo apprezzandosi sempre più, avvicinandosi ai suoi massimi, BTC fluttua e perde terreno restando a “braccetto” con le borse. 

Bitcoin Ucraina
Con la guerra in Ucraina Bitcoin ha perso valore

Bitcoin bene rifugio? Il caso Ucraina

Le tensioni in Ucraina hanno portato alla luce in maniera evidente come la moneta virtuale per eccellenza non sia un bene rifugio o almeno non come lo pensiamo noi. 

Un bene rifugio infatti è un asset nel quale rifugiarsi che conserva bene il suo valore nel tempo (e possibilmente si apprezza) e ha sempre mercato, quindi dà la possibilità di trasformarsi in liquidità al bisogno. 

In verità entrambi sia Au che Btc hanno queste caratteristiche a prescindere dal comportamento rispetto l’azionario di Btc da qualche anno a questa parte. 

Bitcoin è per natura deflattivo e non è controllato da nessun potere o banca centrale e l’oro è il bene rifugio per eccellenza al quale addirittura un tempo era legato il valore delle valute ma la vera differenza sta nel tempo. 

Se pensiamo alla valuta virtuale come un bene che conserva il valore e che ci permetterà a crisi passata di vendere una parte e tornare al potere di acquisto pre-crisi, potrebbe andarci bene come potrebbe andarci male. Ma se lo pensiamo in un’ottica di lungo/lunghissimo periodo è altamente probabile (per usare un eufemismo) che ci guadagneremmo per la sua vocazione deflattiva e la sua espansione prossima. 

L’Oro tuttavia ci permette di dormire sonni tranquilli sia per il post-crisi sperando duri il meno possibile, sia per il lungo periodo. 

Quello che è successo con la recente invasione russa in Ucraina infatti ha evidenziato la grande volatilità di Bitcoin e al momento la sua natura poco incline a conservare il valore. 

L’annuncio dell’invasione infatti aveva fatto piombare la valuta a un -10% salvo poi riprendersi ad attacco terminato chiudendo in un sostanziale pareggio, ma da metà febbraio ad oggi il suo valore è passato da 44.000 dollari a 38.000 dollari.

Nello stesso periodo l’oro ha raggiunto quasi il suo massimo ed oggi si attesta a 1923 dollari americani l’oncia.

Bitcoin non è un bene rifugio o almeno non nel breve periodo. 

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