Esistono fondamentalmente due modalità con cui si possono vendere crypto e ottenere fiat sulla carta di credito.
La prima è molto più semplice, ma meno conveniente, mentre la seconda è più conveniente, se si opera con attenzione, ma leggermente più difficile.
Inoltre questa seconda modalità a sua volta prevede due tipologie di ritiro leggermente differenti.
Prima di spiegare bene le due modalità occorre però fare alcune precisazioni.
Le crypto e le fiat
L’utilizzo delle criptovalute è anonimo e non richiede verifica dell’identità.
Invece l’utilizzo di valute fiat, come euro o dollari, in formato elettronico richiede quasi sempre la verifica dell’identità, e non è praticamente mai anonimo.
Questo significa che vi sono strumenti per operare in crypto senza la verifica dell’identità, ma di fatto non vi sono strumenti che consentano di operare in valute fiat in formato elettronico in modo anonimo.
Detto questo, praticamente qualsiasi modalità decidiate di utilizzare per la vendita di crypto in fiat richiederà la verifica della vostra identità.
Inoltre tecnicamente le operazioni descritte in questo articolo non riguardano realmente le carte di credito, ma quelle di debito, ovvero carte che non consentono di spendere fiat che non si hanno (ovvero a credito), ma solo fiat che devono già essere state depositate sulla carta.
Tecnicamente carte di credito e carte di debito funzionano in modo estremamente simile, con l’unica differenza che quelle di debito consentono solo di spendere denaro che già si possiede (e sono le uniche utilizzabili per incassare i proventi in fiat delle vendite crypto).
Prima modalità: le carte crypto
In assoluto il modo più semplice e veloce per vendere crypto e ottenere fiat su una carta è quello di utilizzare le carte di debito alimentate in crypto.
Sono carte di debito che consentono di effettuare pagamenti in valuta fiat, ma che non devono necessariamente essere alimentate in valuta fiat.
In altre parole, è sufficiente depositare crypto su quelle carte per poterle spendere in valuta fiat grazie ad una conversione automatica al momento della spesa.
In questo modo l’utente paga in crypto, ma il ricevente riceve fiat, dato che la carta stessa fa in automatico la conversione al momento del pagamento.
In realtà dal punto di vista strettamente tecnico non è la carta a fare la conversione, ma la piattaforma su cui la carta si basa. Infatti non tutte le carte di debito consentono di operare in questo modo.
Per poter utilizzare questa metodologia infatti occorre ottenere da apposite piattaforme crypto le loro carte di debito alimentate in criptovalute.
Purtroppo non sono moltissime le piattaforme che consentono di fare ciò, sebbene negli ultimi anni siano aumentate parecchio. Inoltre le piattaforme completamente decentralizzate, che non possono supportare valute fiat, non offrono tale possibilità, a meno che non si appoggino a piattaforme esterne che supportano le valute fiat e che richiedono la verifica dell’identità.
Come si opera con le carte crypto
Per poter utilizzare una carta crypto per pagare in valuta fiat spesso è sufficiente depositare criptovalute sulla piattaforma a cui è collegata. A quel punto si potrà pagare in fiat con la carta, tanto la conversione verrà fatta in automatico dalla piattaforma.
Bisogna però fare due importanti precisazioni.
La prima è che non solo non tutte le piattaforme crypto offrono tale possibilità, ma anche quelle che la offrono non supportano mai qualsiasi crypto.
Pertanto prima di depositare le proprie criptovalute su una piattaforma che offre anche una carta crypto per i pagamenti in fiat occorre verificare quali criptovalute supporta. Oltretutto spesso tali piattaforme supportano molto crypto, ma solo alcune di esse possono essere utilizzate per alimentare le carte di debito crypto (solitamente le principali stablecoin come USDT e USDC).
La seconda è che la vendita delle crypto, per alimentare i pagamenti in fiat, viene fatta in automatico al momento del pagamento e quindi al prezzo di mercato attuale.
Per questo motivo non conviene alimentare queste carte in criptovalute vere, come ad esempio Bitcoin o Ethereum, ma in stablecoin, effettuando manualmente la vendita di crypto in stablecoin prima di effettuare i pagamenti in valuta fiat.
Purtroppo spesso sono poche le stablecoin supportate dalle carte crypto, quindi chi non fa pagamenti fiat in dollari USA, ma magari in euro o altre valute fiat, deve anche mettere in conto che il tasso di cambio sarà deciso dalla piattaforma al momento del pagamento.
Detto questo, tale modalità una volta messa a punto risulta estremamente semplice e veloce da utilizzare, ed alla portata di tutti.
Seconda modalità: la vendita in fiat
La seconda modalità invece è un pochino meno semplice, ma consente di risolvere alla radice il problema del tasso di cambio automatico.
Prevede infatti di effettuare la vendita di crypto in fiat manualmente, nel momento in cui lo si ritiene più conveniente, e quindi ad un tasso di cambio che viene deciso dallo stesso utente e non dalla piattaforma.
È comunque vero che l’utente in realtà non può decidere in maniera arbitraria il tasso di cambio, ma solo il momento in cui effettuare la vendita. Tuttavia ciò spesso risulta sufficiente per evitare brutte sorprese.
Tecnicamente si tratta di depositare e vendere criptovalute su una piattaforma crypto che supporti anche le valute fiat.
Ciò non è praticamente mai possibile su piattaforme decentralizzate, a meno che non utilizzino strumenti centralizzati connessi, perchè le piattaforme decentralizzate non supportano valute fiat.
Ma in genere ormai su praticamente tutte le piattaforme centralizzate le valute fiat sono supportate, a patto di riuscire a passare la verifica dell’identità.
Sebbene questa seconda modalità sia meno immediata della prima, di fatto ha solo due passaggi in più.
La prima modalità prevede un unico passaggio, prima del pagamento in fiat, ovvero il deposito di crypto. La seconda modalità invece ne prevede tre.
Come si opera con la vendita in fiat
Il primo passaggio è lo stesso dell’altra modalità: il deposito di crypto. Questo però non va fatto direttamente sul conto della carta, ma genericamente sul conto della piattaforma.
Il secondo passaggio è quello già anticipato prima, ovvero la vendita diretta delle crypto depositate in fiat in modo da incassare valuta fiat sul proprio conto sulla piattaforma stessa.
A dire il vero questo secondo passaggio non è così banale come potrebbe apparire ad un’analisi superficiale, perchè se non fatto con cura rischia di avere gli stessi problemi del cambio automatico al momento del pagamento della prima modalità.
Meglio assicurarsi di sapere bene come procedere.
Dopo aver venduto le crypto ed incassato fiat sulla piattaforma, rimane solo più un terzo passaggio prima di poter spendere la valuta fiat su una carta di debito: il prelievo.
Le due tipologie di prelievo
Prelevare crypto è facilissimo, ma prelevare fiat a volte può essere un pochino più complicato.
Per prima cosa occorre ricordare che ci sono delle precise procedure a norma di legge da seguire, cosa che significa che vi sono dei limiti ed a volte ci sono anche dei problemi.
Inoltre sulle piattaforme crypto spesso sono davvero poche le forme di prelievo possibili in valuta fiat.
In particolare ve ne sono due: il bonifico bancario ed il prelievo diretto verso carte di debito o piattaforme fiat che offrono la spesa via carta di debito (tipo Paypal).
In genere il bonifico lo offrono tutte le piattaforme che supportano le valute fiat, ed è la forma di prelievo consigliata perchè è quella solitamente con le minori spese. Al giorno d’oggi inoltre anche diventata più veloce.
Una volta effettuato il prelievo con bonifico, la valuta fiat prelevata dovrebbe essere immediatamente disponibile sul proprio conto bancario, e se questo è associato ad una carta di debito dovrebbe essere immediatamente disponibile anche per essere spesa con la carta stessa.
La seconda forma di prelievo è più veloce, ma spesso non è disponibile.
Si tratta di un prelievo diretto sulla carta di debito, o su una piattaforma che offre la possibilità di spendere con carta di debito. Purtroppo ogni piattaforma crypto ha la sua policy in merito, pertanto occorre verificare piattaforma per piattaforma quelle che offrono tale possibilità, ed in caso affermativo su quali carte o piattaforme fiat consentono il prelievo.
Conclusioni
Prima di effettuare una qualsiasi di queste operazioni si consiglia di verificare piattaforma per piattaforma quali sono i costi.
In particolare la prima modalità, quella della carta crypto, ha sempre dei costi aggiuntivi, spesso in forma di spread sul tasso di cambio.
Inoltre esistono delle piattaforme centralizzate che sulla seconda modalità non applicano alcun costo aggiuntivo, se non come al solito la fee sulla vendita.
Va comunque precisato che per importi di entità limitata le differenze in genere non risultano essere particolarmente significative.
Occorre invece sempre prestare estrema attenzione alle questioni che riguardano la sicurezza, e conviene non sottovalutare le eventuali problematiche legate alla compliance.
