Crypto Queen: la truffatrice di OneCoin è in fuga dall’FBI da cinque anni

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Ruja Ignatova, la ‘Crypto Queen’, che nel 2016 aveva contribuito nella truffa da 4 miliardi di dollari con lo schema piramidale di OneCoin, è da cinque anni che è in fuga dall’FBI.

Crypto Queen: la truffatrice di OneCoin è una dei 10 latitanti più ricercata dall’FBI

Si chiama Ruja Ignatova ed è soprannominata ‘Crypto Queen’, diventata una dei 10 latitanti più ricercati dall’FBI, con la sua fuga che dura da cinque anni. 

Ignatova aveva iniziato la sua truffa nel 2016, dopo aver promosso lo schema piramidale di OneCoin definendolo come un lucroso rivale di Bitcoin nel crescente mercato delle criptovalute

È da lì che è iniziata a chiamarsi la “Crypto Queen”, proprio mentre iniziava le sue opere di convincimento con gli investitori negli Stati Uniti e in tutto il mondo, per investire in OneCoin. 

Non a caso, OneCoin è quella società che i procuratori federali hanno poi rivelato essere una delle più grandi frodi internazionali mai perpetrate, del valore di oltre 4 miliardi di dollari. 

Dal 2017, poi, Ignatova è salita su un aereo a Sofia, in Bulgaria, ed è scomparsa. Da allora è iniziata la sua latitanza e non si è più vista.

Secondo quanto riportato, oggi la ‘Crypto Queen’ è una dei 10 latitanti più ricercati dall’FBI, insieme a capi banda e assassini accusati, ed è l’unica donna attualmente presente nell’elenco. Dei 529 latitanti presenti nell’elenco dell’FBI da quando è stato istituito nel 1950, lei è una delle sole 11 donne.

Crypto Queen: in vendita la sua residenza a Londra valutata 11 milioni di sterline

#Sapevate che l’#FBI ha un #podcast? Ascoltate subito il nostro ultimo episodio per scoprire come Ruja Ignatova – attraverso una società una volta commercializzata come il killer dei Bitcoin – abbia presumibilmente derubato gli investitori di miliardi di dollari”.

Mentre l’FBI procede pubblicando manifesti e podcast sulla ‘Crypto Queen’, è circolata la notizia che in questa settimana la Ignatova avrebbe rivendicato il suo attico a Londra, valutato 11 milioni di sterline. 

Si tratta di un immobile situato nell’esclusivo condominio Abbots House di Kensington ed è descritto come “un impressionante attico con quattro camere da letto“, quotato nello specifico tra gli 11 e i 2,5 milioni di sterline, inferiore alla cifra che Ignatova avrebbe pagato per acquistarla. 

Secondo quanto riportato, la proprietà è di Abbots House Penthouse Limited, una società anonima di comodo di Guernsey, che dovrebbe garantire la non comparizione del nome Ignatova negli atti catastali o nei registri pubblici. L’appartamento è stato messo in vendita da Knight Frank, una società di consulenza immobiliare indipendente britannica.

OneCoin: quello che doveva essere il Bitcoin Killer

OneCoin è una società nata nel 2015 in Bulgaria con lo scopo di essere la creazione di una moneta elettronica, alternativa ai contanti e, soprattutto, al Bitcoin. 

In realtà, OneCoin è stata poi scoperta essere uno Schema Ponzi o Piramidale, e infatti, il suo modus operandi è stato quello di far entrare altra gente nel giro per convincere altri investitori a comprare dei pacchetti di token che in futuro sarebbero stati convertiti in OneCoin, quando la moneta sarebbe stata creata. 

I pacchetti di token andavano da 140 euro fino ad addirittura 27.530 euro, con ricavi promessi di 2.800 euro nel primo caso e 3 milioni di euro nel secondo. Ma l’unica realtà per la sopravvivenza di questo progetto è che per arricchirsi, ogni utente doveva fare ‘rete’ e vendere tali pacchetti ad altre persone, reclutando nuovi investitori. 

Dopo diversi anni, OneCoin venne fermato dalla BaFin tedesca e dalla FCA inglese, oltre che dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiano, in quanto non aveva licenze per operare. 

Da quel momento, si può dire che è stata rivelata la truffa da oltre 4 miliardi di dollari e che è iniziata la caccia ai responsabili come Ruja Ignatova, la “Crypto Queen”.