Nel contenzioso con la Fed, Custodia ha deciso di fare ricorso aprendo un nuovo capitolo sulla possibilità per gli istituti crypto di accedere ai servizi di pagamento.
La nuova mossa legale di Custodia alla Corte d’Appello
La banca crypto del Wyoming Custodia ha presentato una petizione alla Corte d’Appello del Decimo Circuito, chiedendo il riesame del diniego della Federal Reserve all’accesso al master account. Si tratta dell’ultimo sviluppo di una battaglia giudiziaria che dura da oltre cinque anni.
La petizione, depositata il 15 dicembre, chiede una revisione en banc. In pratica, Custodia domanda che tutti i giudici attivi del circuito valutino se le Federal Reserve Bank regionali possano esercitare una discrezionalità non sindacabile sull’accesso al master account per le istituzioni legalmente idonee.
Secondo la banca, la decisione assunta a ottobre da un collegio di tre giudici, con esito 2-1, avrebbe frainteso la normativa federale e sollevato rilevanti questioni costituzionali sul potere della Federal Reserve. Inoltre, per Custodia il verdetto contrasterebbe con il testo del Monetary Control Act.
Il nodo del Monetary Control Act e del potere di veto
Nel ricorso, l’istituto sostiene che il panel abbia ignorato il mandato per cui i servizi di pagamento della Fed “devono essere disponibili” alle istituzioni di deposito non membri. A giudizio di Custodia, l’interpretazione adottata conferisce alle Reserve Bank un potere di veto di fatto sulle licenze bancarie rilasciate dagli Stati.
La banca parla di un potere incostituzionale che svuota di significato le norme statali. Inoltre, viene evidenziato come la discrezionalità riconosciuta alla Federal Reserve trasformi l’accesso al master account in una concessione politica, anziché in un diritto fondato sulla legge federale.
Il tema tocca il cuore del rapporto tra autorità federali e Stati. In particolare, secondo Custodia la decisione mette in discussione la capacità del Wyoming di dare attuazione al proprio quadro regolamentare per le attività finanziarie legate agli asset digitali.
Federalismo e charter speciale del Wyoming
La petizione richiama le implicazioni per il federalismo. Il rifiuto della Fed, infatti, andrebbe a neutralizzare la scelta del Wyoming del 2020 di autorizzare Custodia come Special Purpose Depository Institution (SPDI). Senza un master account, la banca non può accedere ai principali servizi di pagamento della Federal Reserve.
Ciò significa, in concreto, l’impossibilità di utilizzare bonifici bancari e sistemi di clearing automatizzato (ACH). Di conseguenza, la licenza statale rischia di diventare quasi irrilevante, nonostante l’istituto abbia soddisfatto tutti i requisiti di legge per l’idoneità.
“Quando la Fed nega un master account a una banca con licenza statale, di fatto mette il veto su una licenza approvata dai regolatori statali”, si legge nella petizione. Inoltre, Custodia sostiene che così si disincentivi qualsiasi iniziativa normativa locale a favore dell’innovazione.
Il modello SPDI del Wyoming e le sue tutele
Il Wyoming ha creato il regime SPDI proprio per attrarre imprese di digital asset. Il modello prevede riserve al 100% sui depositi e il divieto di attività di prestito, con l’obiettivo di ridurre significativamente il rischio rispetto alla banca tradizionale.
Custodia afferma che la decisione della Federal Reserve mina questo impianto regolamentare, progettato per consentire sviluppo della blockchain entro parametri di sicurezza rigorosi. Tuttavia, l’istituto ribadisce di non voler eludere le norme federali, ma di chiedere una corretta applicazione della legge vigente.
Nel complesso, la banca vede nel diniego un segnale negativo per qualsiasi Stato che intenda costruire framework specifici per la finanza digitale. Secondo i legali, l’orientamento della Fed rischia di scoraggiare ulteriori sperimentazioni normative locali.
Profili costituzionali e ruolo dei Presidenti delle Reserve Bank
Le ricadute costituzionali non si limitano al federalismo. Il team legale di Custodia sostiene che, se i presidenti delle Federal Reserve Bank regionali dispongono di un potere non sindacabile sui master account, essi assumono il ruolo di “Officers of the United States”.
Queste figure eserciterebbero, di fatto, un’autorità esecutiva significativa senza una nomina conforme alla Costituzione. Attualmente, i presidenti delle Reserve Bank sono selezionati dai direttori delle banche private e approvati dal Board of Governors della Fed.
Per Custodia, tale procedura viola la Appointments Clause laddove a questi funzionari sia riconosciuta la discrezionalità confermata dalla decisione di maggioranza. Inoltre, la banca sottolinea il rischio di concentrare troppo potere in organi scarsamente responsabili davanti al Congresso e all’esecutivo.
Spaccatura nel Decimo Circuito sul significato della legge
Il ricorso mette in luce anche un crescente dissenso interno alla Corte d’Appello del Decimo Circuito sulla corretta interpretazione del Monetary Control Act. Il giudice Timothy Tymkovich, in dissenso, si è richiamato a un precedente del 2017.
In quell’occasione, il giudice Bacharach aveva firmato l’opinione nella causa Fourth Corner Credit Union contro la Federal Reserve Bank di Kansas City. Ora, la convergenza tra il dissenso di Tymkovich e quella pronuncia crea, secondo Custodia, una spaccatura 2-2 tra i giudici del circuito sul significato dell’MCA.
Tymkovich ha scritto che l’interpretazione della Fed concede una “discrezionalità non sindacabile” che apre “questioni spinose” rispetto all’Articolo II della Costituzione. Inoltre, il giudice ha richiamato il testo letterale che impone la disponibilità dei servizi anche per le istituzioni di deposito non membri.
La cronologia del diniego al master account di Custodia
La Federal Reserve Bank di Kansas City ha respinto la domanda di master account di Custodia nel gennaio 2023, al termine di 27 mesi di istruttoria. La motivazione ufficiale faceva riferimento ai rischi legati alle “attività in crypto-asset” della banca.
Custodia replica che, in una fase iniziale, la stessa Reserve Bank aveva dichiarato di non riscontrare “showstoppers” nell’istanza. Inoltre, documenti interni della Fed hanno mostrato che lo staff considerava “adeguato” il capitale della banca e definiva “impressionante” il suo team dirigente.
Secondo la ricostruzione di Custodia, solo un intervento dei funzionari del Board of Governors avrebbe modificato l’orientamento, portando infine al diniego. Nel complesso, la banca sostiene che la scelta non sia coerente con le valutazioni tecniche espresse dagli uffici.
Il punto di vista di Christopher Waller sui rischi
Nel dibattito sul rischio sistemico, ha assunto rilievo anche la posizione del governatore della Fed Christopher Waller. Egli ha riconosciuto pubblicamente che la Federal Reserve dispone di strumenti sufficienti per gestire i rischi, senza dover negare in assoluto i master account.
Waller ha suggerito che la Fed può “personalizzare” le strutture di conto per adeguarle ai profili di rischio dei singoli istituti. Questa possibilità, sottolinea Custodia, indebolisce l’argomento secondo cui sarebbero necessari dinieghi generalizzati nei confronti delle banche esposte alle criptovalute.
Inoltre, la banca evidenzia che soluzioni calibrate consentirebbero l’accesso ai servizi di pagamento mantenendo, al contempo, elevati standard prudenziali. Proprio su questo punto si concentra una delle principali critiche al diniego del master account.
Custodia fa ricorso alla Fed: contesto di debanking crypto negli Stati Uniti
La vicenda giudiziaria si inserisce in un quadro più ampio, segnato da frequenti casi di esclusione bancaria per operatori nel settore digitale. Il Custodia ricorso Fed viene presentato mentre i regolatori federali indagano sulle pratiche di debanking nei confronti delle imprese crypto.
A dicembre, l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) ha pubblicato un’analisi che, tra il 2020 e il 2023, ha riguardato le politiche dei nove maggiori istituti nazionali. Il rapporto ha rilevato restrizioni “inappropriate” nei confronti di attività legali, incluse le aziende di asset digitali.
Tra le banche interessate figurano JPMorgan Chase, Bank of America, Citibank, Wells Fargo e altri grandi gruppi. Secondo l’OCC, molte politiche interne richiedevano approvazioni elevate o imponevano restrizioni generali per settori ritenuti in conflitto con i valori istituzionali.
Restrizioni bancarie e reazioni del settore
La revisione dell’OCC ha esaminato migliaia di reclami su chiusure di conti per motivi politici o religiosi, oltre a esclusioni legate alle criptovalute. Le banche hanno negato qualsiasi discriminazione sistematica, ma l’autorità ha rilevato che numerose politiche restrittive erano pubblicamente visibili.
Il CEO di Strike, Jack Mallers, ha dichiarato che i suoi conti sono stati chiusi improvvisamente, sulla base di vaghi riferimenti ad “attività preoccupanti”. Tali episodi alimentano le accuse di esclusione coordinata, nonostante le smentite ufficiali.
La polemica si è intensificata dopo un ordine esecutivo firmato in agosto, volto a impedire che le banche chiudano i rapporti con i clienti soltanto per attività legate alle criptovalute. Nel complesso, il caso Custodia diventa così un banco di prova per l’accesso al sistema dei pagamenti da parte del settore digitale.
In definitiva, l’esito della procedura en banc potrebbe ridefinire i limiti del potere discrezionale della Federal Reserve e influenzare l’intero ecosistema bancario per le imprese crypto negli Stati Uniti.
