Il ritorno del Covid colpirà Tesla

Covid Tesla

Nelle ultime due settimane la Cina si è vista protagonista a suo malgrado di un riacuirsi dei contagi da Covid 19. Questo sta causando problemi al settore delle auto, in particolare a Tesla

Covid, il ritorno 

La pandemia sembrava aver lasciato il passo ed il mondo essere ripartito ma i problemi non erano prossimi a terminare. 

Proprio quando le economie giovavano per un rimbalzo e i mercati sembravano avere il “solo” problema dell’inflazione una guerra è piombata proprio in Europa (secondo mercato globale e primo per scambi commerciali con Mosca) tra Russia e Ucraina. 

Ma guerra e inflazione seppur siano oggetto di discussione per la loro prevedibilità sono gestibili mentre la pandemia blocca tutto di nuovo poiché trasversale. 

È così che il settore green in particolare il mercato dell’automotive elettrica subisce un grosso danno. 

Molte componenti e il costo della manodopera fanno della Cina e dell’Asia in generale un hub strategico per approvvigionamenti e produzione. 

Toyota, Nio e Chery automobile su tutte hanno subito una battuta d’arresto a causa dell’aumento dei contagi in Cina poiché il governo ha reintrodotto delle restrizioni che complicano la produzione ed è una situazione tanto più grave in relazione al fatto che il tempo stringe. 

Il mondo si è dato dei tempi per la transizione green ponendo il 2040 (2035 per l’Europa) come limite massimo per la commercializzazione di auto a idrocarburi. 

Toyota però non è l’unico colosso ad aver subito un contraccolpo, lo stop più grave lo ha subito Tesla. 

Tesla Cina
Rallenta la produzione di Tesla in Cina

Il Covid ferma Tesla a Shanghai

La gigafactory di Shangai di Elon Musk ha optato per una chiusura di due giorni (mercoledì e giovedì) che comporterà un ritardo nelle consegne degli ordini ma anche perdite ingenti che per ora sono però contenibili. 

Il virus insomma torna a portare scompiglio, i casi di contagio stanno aumentando a dismisura a più di 3.000 al giorno in Cina. 

Jilin, Shandong, Guangdong e Shanghai sono le aree più colpite, ha detto in una nota l’analista di Bernstein Eunice Lee osservando che le autorità cinesi di questi distretti hanno imposto vari gradi di lockdown.

Le province di cui sopra e in particolare la città di Shanghai hanno rappresentato complessivamente nel 2021 il 26% delle vendite auto in Asia e il 32% delle vendite di auto elettriche. 

Un orizzonte più ampio grazie alla difesa 

La produzione potrebbe essere spostata alle altre gigafactory sparse per il mondo della casa americana e le perdite compensate dalla collaborazione di Tesla Inc con il ministero della difesa americano con il quale ha recentemente ingaggiato importanti collaborazioni. 

È dall’anno scorso infatti che Elon Musk ha intrapreso una stretta collaborazione con l’esercito americano per la produzione di missili intercontinentali e supersonici in grado di portare mezzi, persone e ovviamente armi da una parte all’altra del globo in massimo due ore. 

Questo upgrade nella logistica militare degli USA permetterà una deterrenza maggiore nel ruolo della superpotenza e di conseguenza della Nato verso le minacce globali che paiono non diminuire (vedi Russia, Corea del Nord, Iran ecc). 

I missili intercontinentali non sono l’unica tecnologia allo studio per Tesla, in fase avanzata di collaudo vi sono anche armi laser ad alta intensità in grado di arrestare mezzi e distruggere portaerei e aerei da distanze siderali. 

Musk inoltre con SpaceX sta collaborando anche con la Nasa per le missioni Luna e Marte, con le quali riporterà l’uomo sul satellite terrestre e per la prima volta l’essere umano sul pianeta rosso. 

Il Covid colpisce anche gli idrocarburi

Il problema riscontrato dalle maggiori cause automobilistiche in Asia potrebbe allargarsi anche al resto del mondo. 

Attualmente l’elettrico è una ingente fetta del mercato mondiale dell’automotive ma la gran parte delle auto ancora si muove ad idrocarburi. 

Il virus purtroppo colpisce in modo trasversale e i vari lockdown adottati in passato dai governi di tutto il mondo potrebbero tornare. 

Il rimbalzo delle economie europee e americana a seguito dell’uscita della pandemia potrebbero non essere intaccate tanto dalla guerra piuttosto dal ritorno dei contagi se questi continuassero a diffondersi poiché di conseguenza bloccherebbero i trasporti sia privati che commerciali oltre ovviamente alle tratte aeree.

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