M&A: 2025 da record e il 2026 sarà un altro anno da ricordare secondo Lazard

Il mercato globale delle fusioni e acquisizioni ha chiuso il 2025 con un balzo del 40% nel valore complessivo delle operazioni annunciate, trainato da megadeal, take-private e una forte attività di dismissioni. Lo rivela il report “2025 M&A Review and 2026 Outlook” di Lazard, che traccia un quadro di slancio destinato, secondo gli analisti, a protrarsi nel 2026 nonostante le persistenti incertezze geopolitiche.

“A Lazard, siamo definiti dalla nostra capacità di offrire consigli indipendenti ed esperti, radicati nell’‘alpha contestuale’: quel giudizio ampio necessario per orientarsi tra i fattori macroeconomici, geopolitici, normativi e settoriali che modellano le transazioni”, ha dichiarato Peter Orszag, CEO e Chairman di Lazard.

La società evidenzia come le aziende stiano perseguendo simultaneamente due obiettivi apparentemente contraddittori: la scala, attraverso l’M&A, e la focalizzazione, tramite cessioni e spin-off. “Scala e focus possono sembrare paradossali, ma questi obiettivi si applicano in modo differenziato e, in alcuni casi, si rafforzano a vicenda”, si legge nel report.

I motori storici e il boom del 2025

Storicamente, spiegano gli esperti di Lazard, circa il 60% della variazione del valore degli affari negli USA è spiegato da tre fattori quantificabili: condizioni di valutazione e finanziamento, trend macroeconomici e sentiment economico. Tuttavia, il picco del 2025 è stato guidato soprattutto da fattori strategici più qualitativi: “Onde di intensità competitiva incoraggiano le aziende a considerare acquisizioni per mantenere rilevanza”, si osserva, mentre un ambiente normativo percepito come più accomodante, specialmente in Nord America, ha aperto la porta a transazioni più grandi e complesse.

Il 2025 è stato caratterizzato da tre trend dominanti: un forte aumento delle operazioni di grande taglia (quelle oltre i 10 miliardi di dollari sono cresciute del 120%), un incremento del 50% nel valore delle dismissioni e degli spin-off, e un picco delle take-private sponsorizzate in Nord America, salite del 60% e ai massimi dal 2007. “Il panorama globale delle M&A nel 2025 è stato definito da un riposizionamento strategico, con operazioni storiche che hanno rimodellato interi settori”, ha commentato Mark McMaster, Global Head of M&A di Lazard.

Le prospettive per il 2026: ambizione, AI e capitale privato

Entrando nel 2026, Lazard identifica otto driver chiave che sosterranno l’attività. Primo fra tutti, la crescente ambizione delle grandi corporates, dopo anni di cautela. “Ciò che spicca all’orizzonte del 2026 è la convergenza di diversi fattori che dovrebbero sostenere l’attività M&A, tra cui la crescente ambizione aziendale, la grande liquidità del capitale privato, la corsa ad acquisire capacità di IA e un ambiente di finanziamento favorevole”, ha affermato Alexandra Soto, Chief Operating Officer di Lazard.

Altri temi cruciali saranno la potenziale monetizzazione di asset detenuti a lungo dal private equity, un ambiente normativo ancora favorevole (al di fuori dei settori sensibili alla sicurezza nazionale), e la crescita rapida nei settori guidati dall’innovazione, come biopharma e AI, che crea nuovi acquirenti e target in tempi brevissimi. “In settori come il software, il passaggio da un prodotto all’altro può essere rapido, rendendo difficile identificare i futuri target di acquisizione”, si legge nel report.

La geopolitica rimarrà un fattore critico. “Il concetto di ‘alpha contestuale’ è più importante che mai”, hanno sottolineato Theodore Bunzel, Head of Geopolitical Advisory, e Ronald Temple, Chief Market Strategist. Mentre il corridoio transatlantico si mostra resiliente, i flussi tra Occidente e Cina sono in netto calo, con aziende che diversificano verso hub emergenti come il Sud-est asiatico, l’India e il Messico.

Settori in movimento

Il report dedica un’analisi approfondita ai singoli settori. Il tech (+65% nel 2025) rimane trainante, con l’IA che accelera la consolidazione. L’healthcare vede una ripresa (+35%) e si prepara a un’ondata di mega-consolidamento, anche transatlantico, trainata dal “patent cliff”. L’industriale e l’energy mostrano robusta attività, quest’ultimo spinto dalla domanda elettrica dei data center e dall’IA.

Le prospettive

Il 2026 si prospetta come un anno di continuità nell’attività di M&A, alimentato da un mix di capitale pronto all’impiego, pressioni strategiche per la scala e la ricerca di vantaggi tecnologici. La capacità di navigare la complessità geopolitica e di agire con rapidità e convinzione, concludono gli esperti di Lazard, sarà il vero discrimine per cogliere le opportunità in un panorama dinamico e frammentato.