Mercato Forex: atteso un aumento della volatilità

L’articolo della scorsa settimana concludeva questa sezione con: “lo scenario puramente tecnico sta peggiorando …” e attualmente, infatti, l’euro sta testando livelli strategici.

In effetti, la divisa europea (e quindi l’Euro Index, paniere di mia creazione) appare relativamente indeciso in questo momento per quanto riguarda l’aspetto puramente tecnico, in quanto deve fare i conti, come sempre, ma in particolare in questo momento, con i dati macroeconomici e il tapering. Attesi il Jackson Hole Economic Policy Symposium di settimana prossima e, prima ancora, la pubblicazione degli ultimi verbali della Fed da parte del Fomc che avverrà, proprio, questa sera.

Inoltre, stimo un prossimo aumento della volatilità sul Forex. E i numerosi appuntamenti macroeconomici dovrebbero aiutare in tale senso.

Per esempio, lo spread a un mese tra la volatilità implicita e quella storica del dollaro contro euro è di 1.32%. Non sembra molto, ma la volatilità a un mese del dollaro è 3.95%… Solo per rendere l’idea. Per rimanere in tema, lo spread (come sopra) è negativo per la corona norvegese e il dollaro canadese.

Pertanto la situazione puramente tecnica è molto incerta in questo momento e ne vedremo delle belle. Speriamo che siano pure simpatiche…

Questa settimana propongo un semplice grafico Point & Figure a 1X3 dove il benchmark, ossia l’Euro Index, sta interessando un minimo relativo potenzialmente molto significativo. Siamo vicini a un segnale di peggioramento che potrebbe contare anche su un doppio massimo discendente. Cautela dunque.

Come di consueto, vado curiosare tra gli elementi che compongono il mio Euro Index alla ricerca di eventuali spunti.

A livello complessivo, per quanto riguarda la tabella, nel 33% dei casi (invariato rispetto al valore di otto giorni fa) la divisa europea è in un contesto rialzista o moderatamente rialzista nei confronti delle altre divise, mentre le performance a cinque giorni evidenziano un rafforzamento della divisa europea di +2.09% rispetto al South Korean Won e un calo di -3.33% nei confronti del Colombian Peso.

Lo scenario puramente tecnico rimane negativo e siamo tuttora in attesa di un significativo aumento di volatilità. Nuovamente probabile un ulteriore rafforzamento del biglietto verde.

Scendo nei particolari per scavare qualche particolarità nei confronti della divisa europea e del dollaro Usa.

I movers e spunti sull’euro

L’Eur/Usd sta completando la realizzazione di un doppio massimo discendente, mentre sta per rompere al ribasso il recente minimo relativo di 1.1705 circa (l’11 agosto). Siamo vicini a un segnale di peggioramento, forse di accelerazione ribassista. L’Eur/Cad cerca il recupero, ma appare incerto. Positivo sopra 1.485 circa. L’Eur/Chf accusa una vera e propria punizione, mentre abbasso ulteriormente gli attuali minimi dell’anno. L’Eur/Gbp rimbalza, ma sta interessando un importante ostacolo sui livelli attuali. Possibile un ulteriore rialzo, ma attenzione all’eventuale ritorno sotto 0.848. L’Eur/Jpy ha realizzato un massimo relativo a 129.8 circa prima di intraprendere una correzione tecnica. Probabile un ulteriore peggioramento. L’Eur/Nok si mantiene in una situazione di equilibrio precario al di sopra del supporto statico di 10.35. L’Eur/Nzd ha messo a segno ieri un’importante candela rialzista e si dirige verso il doppio livello di resistenza di 1.70 circa. Anche l’Eur/Sek mostra nervosismo, mentre sta per testare l’ostacolo di 10.27/30. L’Eur/Try torna a peggiorare dopo l’effimero massimo relativo di 10.20 e sembra diretto verso 9.50. Per l’Eur/Aud vedi la sezione “Trade opportunity”.

La divisa europea deve fare i conti con un biglietto verde relativamente forte, ma cerca di farsi valere nei confronti di altre divise.

Alcune idee sul dollaro Usa

L’Usd/Cad oltrepassa qualche resistenza e sembra diretto verso il recente massimo relativo di 1.28. L’Usd/Chf si è trovato in difficoltà in corrispondenza della resistenza di 0.925, ma sembra intenzionato a tentare nuovamente la strada del recupero. L’Usd/Cny consolida da qualche giorno e cerca di mantenersi al di sopra del supporto statico di 6.45 circa. L’Usd/Jpy effettua da qualche giorno un movimento altalenante tradendo un’elevata incertezza. Meglio non intervenire al momento. L’Usd/Nok tenta di completare la realizzazione di un doppio minimo ascendente e potrebbe generare un segnale di rafforzamento in caso di superamento di 9. L’Usd/Sek ha messo a segno proprio ieri un importante rialzo e tende a rafforzarsi ulteriormente; attenzione in caso di ritorno sotto 8.65/3 circa. L’Usd/Try potrebbe generare un segnale di peggioramento in caso di ritorno sotto 8.35/3. L’Usd/Zar si sta rafforzando, ma potrebbe realizzare un pullback down a 15 circa.

Il dollaro Usa tenta di guadagnare terreno in varie situazioni e con qualche ampio movimento intraday.

La tendenza di alcuni importanti cross

Trade opportunity

Riprendo oggi l’analisi pubblicata il lontanissimo 17 febbraio relativa all’Eur/Aud che potete ritrovare cliccando sul seguente link. Riporto per comodità la precedente strategia operativa.

Short in caso di mancato superamento di 1.572/5 e sotto 1.552 con obiettivi rispettivi 1.554/2 e 1.533, poi 1.510 e 1.500/460. Long, con possibile inversione rialzista di breve/medio periodo, sopra 1.575 con obiettivi 1.595 e 1.627, poi 1.643/7 e 1.659/75“.

Nel nostro caso, dopo qualche trade tra 1.552 e 1.533, il ritorno al di sopra di 1.575 ha confermato la precedente ipotesi di “… possibile inversione rialzista di breve/medio periodo…”, mentre la divisa europea ha già superato il primo obiettivo di 1.595 e si dirige verso l’obiettivo successivo di 1.627.

La divisa europea sta realizzando, durante l’attuale mese di agosto, un movimento a “V” e interessa il recente massimo relativo di 1.6184. Lecito ipotizzare il proseguimento degli attuali sforzi rialzisti e un ulteriore rafforzamento della moneta unica. Direi di proseguire in questo modo.

Long su tenuta di 1.600/596 e sopra 1.622 con obiettivi rispettivi 1.621/2 e 1.636, poi 1.651/2 e 1.667/80. Short sotto 1.596 con obiettivi 1.575/2 e 1.552, poi 1.531 e 1.510/03.

A cura di Giovanni Maiani, analista tecnico di lungo corso e docente Siat

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