Vugar Usi Zade racconta la nuova visione di MEXC: da crypto exchange a “gateway per infinite opportunità”

MEXC apre un nuovo capitolo della sua storia. A guidarlo è Vugar Usi Zade, nuovo CEO dell’exchange, manager di lungo corso nel settore crypto e già Chief Operating Officer di Bitget, piattaforma che sotto la sua guida è cresciuta fino a entrare nella top 3 globale per utenti.

In questa intervista esclusiva, Usi Zade racconta perché ha scelto MEXC in un momento cruciale per il mercato, quali lezioni porta con sé dall’esperienza in Bitget e come immagina l’evoluzione degli exchange nei prossimi anni: non più semplici piattaforme crypto, ma veri e propri hub finanziari globali.

Perché MEXC: crescita organica e visione di lungo periodo

Secondo Usi Zade, MEXC si è sempre distinta nel panorama crypto per un elemento chiave: la crescita organica.

A differenza di molti competitor, l’exchange ha raggiunto oltre 40 milioni di utenti senza grandi partnership sportive o campagne di marketing aggressive, puntando soprattutto su prodotto, performance e community.

“Quando un’azienda cresce grazie agli utenti e non grazie ai testimonial, significa che il prodotto funziona davvero.”

È proprio questo approccio “underdog”, unito a un forte potenziale inespresso, ad aver convinto Usi Zade ad accettare il ruolo di CEO, con l’obiettivo dichiarato di portare MEXC tra le prime 3–4 piattaforme globali nei prossimi due anni.

Lezioni da Bitget: pensare oltre i cicli di mercato

Uno dei punti centrali dell’intervista riguarda il tema dei cicli crypto.
Bull market e bear market si alternano, ma secondo il CEO di MEXC il vero errore di molte aziende è adattare la strategia solo all’andamento del prezzo.

L’approccio che Usi Zade intende replicare è chiaro:

  • investire anche nei momenti difficili,
  • costruire con una visione di lungo periodo,
  • non fermare l’innovazione durante i bear market.

Questa filosofia diventa ancora più rilevante in una fase in cui l’attenzione degli investitori si è spostata temporaneamente verso asset come oro, argento e mercati azionari.

Da crypto exchange a “everything exchange”

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda l’evoluzione del modello di business.
Secondo Usi Zade, nel giro di uno o due anni non parleremo più di:

  • crypto exchange
  • neobank
  • broker tradizionali

Ma di “everything exchange”, piattaforme capaci di offrire accesso a più asset class nello stesso ecosistema.

MEXC punta a diventare:

  • un gateway unico per crypto,
  • tokenized stocks,
  • commodities sintetiche (come oro e argento),
  • real world assets (RWA),
  • e in prospettiva anche altri strumenti finanziari.

Il tutto mantenendo velocità, flessibilità e costi ridotti, senza obbligare l’utente a spostare continuamente fondi tra piattaforme diverse.

Zero fee, alta leva e scoperta di nuovi progetti

Usi Zade ribadisce alcuni elementi che definiscono l’identità di MEXC:

  • zero fee sul mercato spot,
  • forte leadership nel trading a leva, con fino a 500x su alcune coppie,
  • ruolo centrale come discovery platform, ovvero exchange che lista nuovi progetti prima degli altri, permettendo agli utenti di scoprire potenziali “gemme” early-stage.

Un modello che, secondo il CEO, continuerà a essere uno dei pilastri dell’exchange.

Regolamentazione: necessaria, ma da bilanciare

Nel corso dell’intervista si parla anche di regolamentazione.
Pur riconoscendo l’importanza della compliance, Usi Zade sottolinea come regole troppo rigide possano soffocare l’innovazione, soprattutto per startup e progetti emergenti.

Il rischio, secondo il manager, è quello di favorire solo i grandi player, spingendo talenti e capitali verso aree più aperte come Medio Oriente, America Latina e Africa.

Focus geografico e MEXC Fund

Dal punto di vista geografico, MEXC continuerà a rafforzare la sua presenza in:

  • Sud-est asiatico,
  • Turchia,
  • CIS ed Europa orientale.

Ma cresce anche l’attenzione verso:

  • America Latina,
  • Africa,
    mercati con forte adozione crypto e grande potenziale di crescita.

A supporto di questa visione arriva anche il MEXC Fund da 30 milioni di dollari, destinato a:

  • ricerca accademica,
  • formazione,
  • sviluppo tecnologico,
  • collaborazione con università e centri di ricerca.

2026 come anno della svolta

Usi Zade definisce il 2026 come un anno di trasformazione totale per MEXC: brand, prodotto, posizionamento e visione.

L’obiettivo finale è chiaro:

rendere MEXC un’infrastruttura finanziaria globale, accessibile, veloce e orientata alle opportunità.

Un cambio di passo che potrebbe ridefinire il ruolo degli exchange nel prossimo ciclo di mercato.Link all’intervista completa: https://youtu.be/tfVySSh1F-w