Blockstream raccoglie $ 210 milioni per il mining Bitcoin con ASIC

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Blockstream ha annunciato oggi di aver raccolto $ 210 milioni con l’obiettivo di ampliare i loro investimenti nel mining di Bitcoin. In questo modo l’azienda canadese di Adam Back ora ha raggiunto una valutazione di ben 3.2 miliardi di dollari.

L’investimento in Blockstream

Tra gli investitori ad aver partecipato a questo round di serie B troviamo anche il fondo di investimenti inglese Baillie Gifford e iFinex, azienda dietro l’exchange Bitfinex e la stablecoin Tether (USDt, Gold e EURt).

Un portavoce di Baillie Gifford ha dichiarato:

“Baillie Gifford si impegna a sostenere le aziende in crescita nelle loro fasi iniziali. Abbiamo un enorme rispetto per i fondatori e il team di gestione di Blockstream, e crediamo che la sua rete di regolamento per attività e asset basati su bitcoin abbia il potenziale per trasformare la progettazione e il funzionamento dei mercati dei capitali”.

Oltre a questo investimento, Blockstream ha anche annunciato oggi l’acquisizione di Spondoolies, azienda che produce ASIC, ovvero i macchinari più conosciuti per fare mining.

Proprio Adam Back, CEO di Blockstream, ha spiegato:

“Blockstream sta portando a bordo il team di Spondoolies e acquisendo la relativa IP per lanciare il primo miner di classe enterprise al mondo il prossimo anno. Il pedigree del team di Spondoolies nel design e nell’ingegneria di Bitcoin ASIC completa la nostra infrastruttura di mining di classe enterprise e accelererà la nostra continua espansione e decentralizzazione dello spazio di mining di Bitcoin”.

Blockstream e il mining di Bitcoin

Blockstream è una delle più longeve e conosciute aziende che si occupano di Bitcoin e della sua blockchain. Oltre ad occuparsi di mining, Blockstream ha anche ideato la sidechain di Liquid e il wallet Green.

Ad ogni modo, per quanto riguarda l’impegno di Blockstream nel mining, già a fine giugno Square aveva investito 5 milioni di dollari nel mining di Bitcoin in un progetto insieme a Blockstream. Infatti, nell’annuncio ufficiale si leggeva che le due società avevano deciso di collaborare per costruire negli USA una struttura di mining di bitcoin open source e ad energia solare per minare quindi i nuovi BTC in maniera ecologica e a un basso impatto ambientale.

A fine marzo scorso, invece, sempre Blockstream aveva lanciato una Security Token Offering (STO) per vendere i token BMN, collegati all’hashrate prodotto dai miner di Bitcoin che lavorano all’interno dell’azienda Blockstream. In questo modo, gli investitori avrebbero dovuto solo comprare il token e aspettare i guadagni, invece di dover fare da soli mining e dover comprare le costose attrezzature necessarie per farlo.

La profittabilità del mining di Bitcoin

Nelle ultime tre settimane i ricavi derivanti da mining di bitcoin sono cresciuti sensibilmente.

Infatti, un recente rapporto pubblicato da Glassnode si legge che nel corso degli ultimi due mesi l’hashrate è aumentato di circa il 25% dai minimi, suggerendo che è tornato online con potenza di calcolo equivalente a circa il 12,5% dei miner interessati.

Tale crescita aiuta i miner a poter ridurre la quantità di BTC da dover vendere per finanziarie la loro attività e questo potrebbe quindi avere un effetto benefico sullo stesso prezzo di bitcoin.

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