Il 2026 si apre all’insegna di una trasformazione strutturale e irreversibile dei mercati finanziari globali. Non si tratta più di una semplice sperimentazione, ma dell’affermazione di un nuovo paradigma operativo: la finanza ibrida (Hybrid Finance). È questa la fotografia scattata da CoinShares, leader europeo negli investimenti in asset digitali, nel suo outlook per l’anno in corso.
La convergenza tra blockchain pubbliche e sistemi finanziari tradizionali, in corso da anni, ha raggiunto una massa critica. Il punto di svolta è stato il 2024, con l’approvazione negli Stati Uniti degli ETF su criptovalute, che oggi gestiscono oltre 90 miliardi di dollari, segnando il passaggio definitivo dei digital asset da fenomeno di nicchia a componente stabile dei portafogli istituzionali. Persino il Tesoro americano detiene Bitcoin tramite asset sequestrati, un simbolo potente di integrazione non solo di mercato, ma istituzionale.
Le stablecoin come nuova infrastruttura di pagamento
Il motore più visibile di questa ibridazione sono le stablecoin, la cui capitalizzazione ha superato i 300 miliardi di dollari. Guidate da Tether (185 miliardi) e USDC (75 miliardi), sono diventate l’infrastruttura primaria per il trasferimento digitale di valore, con volumi ormai paragonabili a quelli di Visa e Mastercard. Il quadro normativo si è chiarito con il Genius Act del 2025, che ha imposto riserve 1:1, audit regolari e garanzia di rimborso, aumentando la sicurezza e creando una nuova domanda globale di Treasury americani.
La tokenizzazione decolla: +133% in un anno
Parallelamente, la tokenizzazione degli asset reali è esplosa, passando da 15 a oltre 35 miliardi di dollari di valore tra inizio e fine 2025. A trainare la crescita sono il private credit (quasi raddoppiato a 18,58 miliardi), i Treasury USA (8,68 miliardi) e l’oro digitale (oltre 1,3 miliardi). Un ecosistema frammentato su almeno dieci blockchain – Ethereum, Solana, Polygon, Avalanche su tutte – ma già abbastanza maturo da attirare colossi come BlackRock, Franklin Templeton e Janus Henderson. Il fondo BUILD di BlackRock, che distribuisce rendimenti via smart contract, viene ormai usato anche come collaterale su piattaforme centralizzate, segno di una interoperabilità crescente.
Aziende e banche: la svolta operativa del 2026
Il 2026 sarà l’anno in cui le aziende potranno implementare soluzioni basate su stablecoin in modo sistemico. Banche, payment service provider e grandi marketplace stanno testando modelli per pagamenti istantanei, riduzione dei costi di regolamento e automazione dei flussi finanziari. Esempi come JPM Coin, che ha ridotto i tempi di regolamento Forex da giorni a secondi, o Shopify che accetta USDC, mostrano la strada. La posta in gioco è macroeconomica: con i tassi Fed al 3%, si stima che l’offerta di stablecoin dovrà crescere di quasi 89 miliardi di dollari solo per mantenere invariati i ricavi da interessi.
Exchange: consolidamento e nuova competizione
Anche il mondo degli exchange vive un terremoto. Il 2025 ha riaperto le IPO (sono arrivati sul mercato eToro, Webull, Bullish, Gemini), ma la competizione si fa più agguerrita. Oltre all’ingresso di player tradizionali come Morgan Stanley, salgono alla ribatta i DEX (exchange decentralizzati) come Hyperliquid, con costi minimi, e i mercati regolamentati come il CME, che ha segnato record su futures e opzioni crypto. È già partita l’ondata di consolidamento: Robinhood ha acquisito Bitstamp, Coinbase ha rilevato Deribit. Il settore punta a ricavi più stabili: custody, derivati e servizi per istituzionali, che oggi muovono oltre l’80% dei volumi su piattaforme come Coinbase.
Un sistema più veloce, globale e sempre attivo
Il risultato finale di questa convergenza è un sistema finanziario ibrido per natura: più veloce, globale, interoperabile e operativo 24/7. La programmabilità delle blockchain, la capacità delle istituzioni di operare in modo regolamentato e l’efficienza delle stablecoin stanno ridefinendo i meccanismi di creazione, movimento e gestione del valore.
Se il passato della finanza era fondato sulla centralizzazione, il futuro sarà definito dalla coesistenza strutturata tra regole istituzionali e innovazione decentralizzata. Il 2026, secondo CoinShares, sarà l’anno in cui questa coabitazione cesserà di essere un esperimento per diventare la nuova normalità dei mercati globali.
