Mercati, 2026 tra euforia, fragilità e la sfida della selettività. La view di Robeco

Il 2026 si prospetta come un anno cruciale per gli investitori, caratterizzato da paradossi, vulnerabilità accumulate e dalla necessità di una rigorosa selezione. Mentre i listini e i metalli preziosi volano su massimi storici, la struttura sottostante mostra crepe che potrebbero portare a una significativa correzione. È la visione di Colin Graham, Head of Multi Asset & Equity Solutions di Robeco, che in un’analisi dettagliata delinea rischi e opportunità nei vari segmenti di mercato.

Il paradosso globale: tecnologia fortissima, economia fragile

Il quadro d’insieme è definito da un contrasto stridente. “In questo primo trimestre del 2026 il panorama globale degli investimenti è definito da un sorprendente paradosso”, osserva Graham. “Il progresso tecnologico senza precedenti cela le fragilità strutturali presenti nel resto dell’economia, come le spinte inflazionistiche e la debolezza del settore manifatturiero”.

Il rally post-“Liberation Day” dell’aprile 2025 (l’annuncio dei dazi Trump) ha spinto gli indici come l’S&P 500 a nuovi record, ma ha anche creato un terreno fertile per una brusca frenata. “Ha creato un mercato vulnerabile a un duro bagno di realtà”, avverte l’esperto di Robeco.

Metalli preziosi: diversificazione sì, ma con volatilità

Anche l’oro ha superato i 4.000 dollari l’oncia, trainato da geopolitica e domanda delle banche centrali, mentre l’argento ha avuto un’impennata del 30% nel 2025. “I metalli preziosi hanno fornito diversificazione e rendimenti, ma il recente aumento dei prezzi dell’argento… incarna l’attuale instabilità del mercato”, sottolinea Graham. “Le quotazioni dell’argento si sono sganciate dai fondamentali”.

L’oro, invece, rimane un asset difensivo chiave, con la domanda delle banche centrali destinata a restare a livelli elevatissimi. Tuttavia, il mercato è sempre più finanziarizzato: “Il 22% delle 220.000 tonnellate estratte si trova in monete d’oro e in ETF”. La conclusione? “L’andamento di questi metalli sarà dettato principalmente dagli interessi finanziari, e possiamo dunque aspettarci volatilità”.

IA: due mondi a confronto

Nella corsa tecnologica, si delineano due modelli distinti. “La tecnologia statunitense resta dominante nello sviluppo di modelli linguistici di grandi dimensioni. Ma il 2026 sarà probabilmente un anno di razionalizzazione, che sfocerà in un ‘allarme sulla crescita’”, spiega Graham.

La Cina, invece, punta tutto sull’efficienza pratica. “All’opposto, la Cina sta vincendo la corsa dell’‘IA applicata’”, afferma. “Focalizzandosi sulla riduzione dei costi unitari… l’IA cinese sta già facendo registrare un aumento dell’1% del PIL”. Robeco guarda con interesse alle azioni cinesi legate a questa trasformazione, come l’automazione industriale.

Azionario: attenzione alla “fatica” degli investitori retail

Il mercato azionario mostra segni di stanchezza dopo una corsa triennale. Un pericolo, secondo Graham, viene dal cambiamento nella composizione degli investitori. “Lo spostamento della proprietà nelle mani degli investitori retail e tattici sensibili alle quotazioni ha creato un contesto di fragilità”. Oggi, oltre il 40% del patrimonio degli ETF azionari USA (8.200 miliardi di dollari) è influenzato dal segmento retail.

Il dato preoccupante è un possibile esaurimento della propensione all’acquisto. “Stiamo già assistendo a uno ‘sfinimento degli investitori retail’, i cui flussi netti sono diventati negativi da cinque settimane, segno che la mentalità dell’‘acquistare sui ribassi’ sta venendo meno”. A questo si aggiunge un pericoloso “divario nel sentiment” tra posizioni investite e la convinzione diffusa di una bolla, che “crea il rischio di un’‘uscita affollata’”.

Le incognite della politica e della liquidità

Due ulteriori fattori potrebbero scuotere i mercati: le elezioni di mid-term USA e la contrazione della liquidità. Storicamente, i mercati azionari statunitensi “hanno arrancato nei primi tre trimestri di un anno di elezioni congressuali, per poi rialzare la testa nel quarto trimestre”. Il 2026, secondo anno del ciclo presidenziale, “potrebbe non essere così tranquillo come si pensa”.

Inoltre, il carburante che ha alimentato i rialzi scarseggia. “I livelli di liquidità sono diminuiti, mentre l’entusiasmo generalizzato per l’IA ha comportato un aumento dell’indebitamento”. I saldi liquidi globali sono scesi al 3,7%, “un livello che storicamente precede ribassi significativi dei mercati azionari”.

La ricetta Robeco: disciplina multi-asset

In uno scenario così complesso, la risposta è la disciplina e l’analisi fondamentale. “Durante queste fasi di volatilità ci affideremo al nostro processo d’investimento multi-asset, analizzando i fondamentali per valutare eventuali modifiche delle nostre previsioni”, conclude Colin Graham. L’obiettivo è decidere se “acquistare sui ribassi degli asset rischiosi o se allontanarcene per costruire un portafoglio più difensivo”. In un anno di possibili svolte, la selettività e la pazienza saranno virtù preziose. “Il tempo dirà come stanno le cose”.