Politica americana iperattiva e mercati resilienti. La view di RBC BlueBay AM

I dati macroeconomici statunitensi hanno continuato a sostenere gli asset rischiosi nell’ultima settimana. Secondo il Nowcast del Pil della Fed di Atlanta, l’economia ha accelerato di oltre il 5% all’inizio del primo trimestre, mentre l’inflazione core resta stabile al 2,6%.

Mark Dowding, Fixed Income CIO di RBC BlueBay AM, definisce queste condizioni “Goldilocks” per l’amministrazione USA, “su cui riflettere con soddisfazione”. Tuttavia, il Presidente Trump sembra aver iniziato il 2026 in modo iperattivo, con una partenza “fast and furious”, tentando di rimodellare il contesto globale su più fronti.

Politica monetaria e finanziaria: tra QE mascherato e tetti sui tassi

Tra le iniziative più recenti, la direttiva alla FNMA di acquistare 200 miliardi di dollari di titoli ipotecari viene vista come una sorta di quantitative easing “mascherato”. Secondo Dowding, questa mossa è “introdotta per via indiretta e legata allo slancio ideologico del Presidente nel ridurre i tassi di interesse sui mutui”.

Allo stesso modo, la proposta di fissare un tetto del 10% ai tassi di interesse sulle carte di credito — ritenuta irrealistica da molti — rientra in una strategia di maggiore accessibilità finanziaria in vista delle elezioni di mid-term. Anche il mandato di comparizione del Dipartimento di Giustizia verso il presidente della Fed sembra derivare dalla frustrazione di Trump per la lentezza della banca centrale nel tagliare i tassi.

Dowding osserva che l’iniziativa ha suscitato “ampie condanne da parte della comunità delle banche centrali” e che Trump si è rapidamente distanziato dall’azione, evitando di trasformare Powell in un “martire” negli ultimi mesi del suo mandato.

Mercati: equilibrio e assuefazione alle turbolenze

I mercati hanno rapidamente guardato oltre il “teatrino” legato alla Fed, consapevoli che a breve sarà annunciato il nuovo presidente dell’istituto. La narrativa prevalente resta che, senza decisioni di policy capaci di modificare le prospettive economiche, “vi sia ben poco da osservare o da fare”, nota Dowding.

I Treasury continuano a muoversi all’interno di un range, con il decennale tra il 4,00% e il 4,25%, mentre il dollaro resta stabile contro l’euro, sebbene le istituzioni USA continuino a subire attacchi che frenano il sentiment.

Giappone: ottimismo azionario e cambiamenti strutturali

In Giappone, la premier Takaichi ha dato impulso all’azionario domestico in vista di elezioni anticipate, mentre obbligazioni e mercato valutario hanno risentito dei timori di politiche più accomodanti. Dowding segnala come “parte di queste preoccupazioni stia iniziando a risultare eccessiva”.

L’indice Nikkei ha registrato un rialzo dell’8% all’inizio del 2026, confermato dal record all’asta del primo tonno dell’anno, venduto a 510 milioni di yen. Secondo Dowding, il risparmio domestico potrebbe iniziare a spostarsi verso mercati più rischiosi, grazie alla normalizzazione dell’inflazione e ai progressi nell’efficienza delle imprese.

Europa: crescita lenta e sfide strutturali

In Europa, il quadro macroeconomico resta più cupo. I policymaker stanno prendendo coscienza del fatto che l’Unione Europea è “iper-regolamentata”, con scelte di policy che deprimono crescita e fiducia. La crescita dell’Eurozona potrebbe restare intorno all’1%, con una BCE più orientata a tagliare i tassi. Gli spread sovrani sono compressi e potrebbero migliorare marginalmente, ma le elezioni locali in Francia rappresentano un potenziale catalizzatore di incertezza.

Il Regno Unito mostra segnali di stagnazione, con il mercato del lavoro in contrazione e l’economia in prossimità dei minimi ciclici. Nonostante ciò, Dowding osserva che la situazione potrebbe risultare positiva per i Gilt, almeno nel breve termine.

Mercati del credito e opportunità di carry

Gli spread nel credito restano compressi, con una bassa probabilità di allargamento a meno di un cambiamento macroeconomico significativo. Dowding sottolinea che gli investitori cercano opportunità di carry in titoli corporate e sovrani a rendimento elevato, come Romania, Brasile e Colombia, così come in mercati valutari ad alto rendimento, tra cui Egitto, Nigeria, Turchia e alcune valute nordiche.

Guardando avanti: volatilità e dazi

Con l’indice MOVE dei Treasury ai minimi degli ultimi quattro anni, l’equilibrio di mercato sembra reggere, salvo shock improvvisi. Un possibile fattore di volatilità riguarda i dazi IEEPA di Trump, con decisioni della Corte Suprema che potrebbero influenzare il deficit e l’introduzione di nuovi dazi su Cina, UE o altri settori.

Dowding nota come Trump sembri incoraggiato a pensare che la sua volontà possa prevalere: “il timore è che, con il Presidente in modalità ‘Fast and Furious’, possa arrivare un momento in cui questo conduca a un’interruzione più significativa nei mercati finanziari, come si è visto lo scorso aprile”.

Scenario costruttivo ma incerto

Nonostante i rischi, il quadro complessivo per i mercati finanziari resta costruttivo all’inizio del 2026. La domanda chiave, sottolinea Dowding, è “per quanto tempo potrà continuare a esserlo”, considerando la combinazione di politica attiva, geopolitica e dati macroeconomici che continueranno a influenzare la scena globale.