Nel quarto trimestre del 2025, le small e micro-cap statunitensi hanno confermato una dinamica di mercato favorevole, mostrando segnali di forza che, secondo Francis Gannon, Co-Chief Investment Officer di Royce Investment Partners, potrebbero rappresentare le basi per una leadership più duratura nel 2026.
In un contesto definito dallo stesso Gannon come “ricco di eventi e caratterizzato da una volatilità superiore alla media”, il segmento delle società a minore capitalizzazione è riuscito a distinguersi. “Nonostante inflazione persistente, aumento della disoccupazione e timori legati a possibili bolle speculative, l’economia statunitense ha continuato a crescere e i mercati azionari hanno dimostrato una notevole resilienza”, osserva il manager.
Small e micro-cap in evidenza nel quarto trimestre
Nel periodo ottobre-dicembre 2025, il Russell 2000 ha registrato un progresso del 2,2%, mentre il Russell Microcap Index è salito del 6,3%, mettendo a segno una delle maggiori sovraperformance trimestrali rispetto alle small-cap dall’introduzione dell’indice nel 2000. “Il dato più rilevante è che le micro-cap hanno sovraperformato tutti i principali indici statunitensi, consolidando una leadership iniziata dai minimi di aprile”, sottolinea Gannon.
A titolo di confronto, nello stesso trimestre il Russell 1000 delle large-cap è cresciuto del 2,4% e il Russell Top 50 delle mega-cap del 3,0%, mostrando, secondo l’analisi di Royce, “i primi segnali di una possibile perdita di leadership dopo un lungo periodo di dominio”.
Il bilancio dell’intero 2025
Su base annua, il Russell Microcap si è imposto come miglior indice con un rialzo del 23,0%, seguito dal Russell Top 50 (+19,9%), dal Russell 1000 (+17,4%) e dal Russell 2000 (+12,8%). La differenza di performance tra micro-cap e small-cap è risultata la terza più ampia dal 2000. “Il primo trimestre particolarmente debole ha penalizzato il Russell 2000, ma la reazione successiva ai minimi di aprile è stata estremamente incoraggiante”, afferma Gannon.
Dal minimo dell’8 aprile al 31 dicembre 2025, infatti, il Russell Microcap ha guadagnato il 63,5% e il Russell 2000 il 42,4%, superando anche il Russell 1000 (+38,5%). “È proprio l’analisi dei diversi cicli di mercato che ci permette di valutare la reale solidità delle small-cap”, aggiunge il Co-Chief Investment Officer.
Stili e settori: value, growth e sanità protagonisti
Nel quarto trimestre, per il secondo periodo consecutivo, lo stile value ha battuto il growth tra le small-cap, con il Russell 2000 Value in crescita del 3,3% contro l’1,2% del Russell 2000 Growth. Una dinamica definita “in parte controintuitiva” da Gannon, dato che storicamente il growth tende a sovraperformare nelle fasi di forte rialzo ciclico.
A livello settoriale, sei degli undici comparti del Russell 2000 hanno chiuso il trimestre in positivo. La sanità ha fornito il contributo maggiore, grazie soprattutto a biotecnologia e farmaceutica. “L’accelerazione delle approvazioni da parte della FDA e i progressi in ambiti come gene editing, terapie RNA e ricerca farmaceutica supportata dall’AI hanno avuto un impatto decisivo”, spiega Gannon.
Le prospettive per il 2026
Guardando al nuovo anno, Royce individua diversi fattori strutturali a sostegno delle small-cap. Tra questi, il One Big Beautiful Bill Act of 2025, che consente l’ammortamento al 100% delle spese in ricerca e capex. “Storicamente, i cicli di investimento favoriscono le small-cap e riteniamo che il mercato non abbia ancora pienamente scontato questo potenziale”, osserva Gannon.
Un altro elemento chiave riguarda l’evoluzione del tema dell’intelligenza artificiale. “Ci aspettiamo un ampliamento del trade AI, con un’attenzione crescente verso le small-cap che forniscono componenti, infrastrutture e servizi essenziali, i veri ‘picks & shovels’ della rivoluzione AI”, afferma il manager.
Valutazioni e utili, una combinazione rara
Secondo Royce, il principale argomento a favore di una leadership delle small-cap nel 2026 risiede nella combinazione tra valutazioni contenute e prospettive di crescita degli utili. “A fine 2025, le valutazioni del Russell 2000, misurate tramite il rapporto EV/EBIT, erano ancora vicine ai minimi relativi degli ultimi 25 anni rispetto al Russell 1000”, ricorda Gannon.
A questo si aggiungono attese di accelerazione degli utili nel 2026, sostenute dai tagli dei tassi della Fed, da un possibile allentamento dei dazi, dal reshoring e dal miglioramento delle infrastrutture. “Nel breve periodo è la psicologia a muovere i mercati, ma nel lungo periodo sono gli utili a fare la differenza”, conclude Gannon.
Nonostante un contesto economico e geopolitico incerto, Royce Investment Partners entra nel 2026 con fiducia. “Riteniamo che esista ancora un’interessante opportunità per aumentare l’esposizione alle small-cap a valutazioni attraenti, con un orizzonte di lungo termine”, afferma Gannon, ribadendo la centralità della gestione attiva in una fase di mercato destinata a rimanere volatile.
