Il nuovo universo infrastrutturale: opportunità oltre i settori tradizionali

Il mondo sta entrando in una fase di accelerazione senza precedenti negli investimenti in infrastrutture, trainata in larga parte dalla rapida ascesa dell’intelligenza artificiale. A sottolinearlo è Brock Campbell, portfolio manager del fondo BNY Global Infrastructure Income di BNY Investments Newton, secondo cui il prossimo decennio potrebbe riservare opportunità significative per gli investitori disposti a guardare oltre gli schemi tradizionali.

“Diverse tendenze globali durature, tra cui la deglobalizzazione e l’imperativo di modernizzare le reti elettriche per una maggiore elettrificazione, offrono notevoli opportunità per gli investitori in infrastrutture”, osserva Campbell. Tuttavia, è l’esplosione della domanda di capacità di calcolo legata all’IA ad aver posto in luce anni di sotto-investimenti in asset fondamentali. “Questo sviluppo sta comportando un fabbisogno di capitale considerevole per l’aggiornamento dei sistemi di generazione di energia, la modernizzazione della rete, i sistemi di raffreddamento e le infrastrutture di rete”, aggiunge.

Le stime parlano chiaro: solo nel 2025, colossi tecnologici come Amazon, Google, Meta e Microsoft prevedono di investire oltre 400 miliardi di dollari in spese in conto capitale, gran parte dei quali destinati all’espansione dei data center. “A livello globale, la domanda di capacità dei data center potrebbe più che triplicare entro il 2030”, afferma Campbell.

Prima del boom dell’IA, il divario tra fabbisogno infrastrutturale globale e investimenti previsti era già significativo: circa 15 trilioni di dollari entro il 2040. Oggi, spiega Campbell, “analisi più recenti suggeriscono che l’investimento totale richiesto entro il 2040 potrebbe essere salito a 106.000 miliardi di dollari”. Di questi, si stima che 19.000 miliardi siano destinati al settore digitale e delle comunicazioni, quello con il tasso di crescita più marcato rispetto alla base attuale.

Ma l’aspetto più critico riguarda l’energia. “I dati continuano a rafforzare l’idea che la crescita dell’IA sia solida, determinando la necessità di maggiori investimenti nelle infrastrutture nei settori legati all’energia, all’energia elettrica e alla tecnologia digitale”, sottolinea Campbell. Secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, i data center potrebbero consumare fino al 12% dell’elettricità totale del paese entro il 2028, quasi il triplo rispetto al 2023. “Il rapido progresso dell’IA ha posizionato i data center tra le infrastrutture a più alto consumo energetico a livello globale”.

La risposta a questa sfida sta già plasmando il panorama degli investimenti. “La richiesta di maggiore potenza sta alimentando gli investimenti in fonti energetiche sia esistenti che nuove, tra cui gas naturale, energie rinnovabili, nucleare e geotermica”, spiega Campbell. Questa spinta si propaga lungo tutta la catena del valore, coinvolgendo utility, aziende di costruzione e manutenzione di rete, e soluzioni di gestione e monitoraggio. “Inoltre, assistiamo a un’espansione delle opportunità, che include non solo servizi specializzati, manutenzione, ispezione e conformità, ma anche il monitoraggio remoto e gli appaltatori di impianti”.

Proprio per cogliere queste dinamiche allargate, la strategia di BNY Global Infrastructure Income ha ampliato il suo perimetro di investimento. “Ora include anche settori meno convenzionali come servizi specializzati, manutenzione e ispezione, monitoraggio remoto, telecomunicazioni e connettività e appaltatori di impianti, molti dei quali sono sempre più legati alle infrastrutture tradizionali”, precisa Campbell.

In conclusione, il portfolio manager guarda al futuro con ottimismo: “Poiché il crescente divario negli investimenti in infrastrutture richiederà anni, se non decenni, per essere colmato, prevediamo un ampio margine di manovra per le aziende”. La domanda sostenuta, unita a un panorama di beneficiari in ampia crescita, potrebbe offrire “opportunità di rivalutazione per le aziende che già si attestano su valutazioni interessanti rispetto al loro passato”.

Insomma, per gli investitori attenti alle infrastrutture, l’universo di possibilità si sta allargando. E l’intelligenza artificiale, da semplice motore di innovazione, sta diventando il volano di una nuova era di sviluppo fisico ed energetico su scala globale.