Allarme debito in Giappone? Ubs GWM frena: “La BoJ ha gli strumenti per controllare i rendimenti”

I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi (JGB) hanno subito un’impennata all’inizio della settimana, dopo che l’annuncio del Primo Ministro Sanae Takaichi di elezioni anticipate per la camera bassa della Dieta ha riaperto i timori degli investitori sulla sostenibilità fiscale del Paese. Durante la conferenza stampa di lunedì, Takaichi ha infatti promesso di rafforzare la sicurezza nazionale, aumentare gli investimenti in vari settori e sospendere per due anni l’imposta sul consumo sui generi alimentari.

Dopo il picco iniziale, la tensione sui mercati obbligazionari si è parzialmente allentata, ma il rendimento del titolo decennale giapponese resta di 8 punti base superiore ai livelli di inizio settimana, al 2,27%, mentre quello trentennale è salito di 19 punti base al 3,69%. Lo yen, in confronto, è stato relativamente stabile, con il cambio USD/JPY che fluttua intorno a 158, sostenuto anche da una più ampia debolezza del dollaro legata alle notizie sulla Groenlandia.

Tuttavia, secondo l’analisi di UBS, questa fase di volatilità presenta un’opportunità. “Vediamo diverse ragioni che suggeriscono come i rendimenti si siano mossi in eccesso al rialzo e torneranno a scendere nel tempo”, afferma Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management. La chiave, spiega, risiederà nella maggiore chiarezza fiscale che emergerà dopo le elezioni dell’8 febbraio.

Nonostante la proposta di tagliare temporaneamente a zero l’imposta sul cibo, Takaichi ha precisato che le minori entrate saranno coperte da altre misure, da definire, e ha ribadito l’impegno a mantenere la tendenza al ribasso del rapporto debito/PIL del Giappone. “Questa maggiore chiarezza su come sarà finanziata la spesa fiscale dovrebbe rassicurare i mercati sulla sostenibilità del debito giapponese e ridurre il premio per il rischio attualmente incorporato nei rendimenti dei JGB”, scrive Haefele.

Il Governo, inoltre, dispone di strumenti per contenere i rendimenti. La Banca del Giappone si è detta pronta a intervenire se la volatilità dovesse minacciare la stabilità, e il Ministero delle Finanze ha già ridotto il peso delle emissioni di bond a scadenza lunghissima nel suo piano per il 2026, tenendo conto dell’equilibrio tra domanda e offerta di mercato.

“Siamo convinti che il pacchetto di misure di Takaichi mantenga il Giappone su un sentiero di consolidamento fiscale”, prosegue l’analisi. Il Giappone, infatti, ha un rapporto costo del servizio del debito/PIL tra i più bassi al mondo e il rapporto debito/PIL è già in trend discendente, sebbene da livelli elevati.

In sintesi

In conclusione, UBS ritiene che i tagli fiscali proposti possano stimolare i consumi senza minare la sostenibilità delle finanze pubbliche, e si aspetta un graduale ritorno al ribasso dei rendimenti dei JGB dai livelli attuali. Per quanto riguarda lo yen, invece, le pressioni al rialzo sul cambio USD/JPY potrebbero persistere a breve termine, alimentate dalla retorica della campagna elettorale. “Consigliamo di evitare di assumere posizioni lunghe sullo yen fino a quando l’amministrazione Takaichi non convincerà i mercati di avere un piano chiaro per la sostenibilità del debito fiscale”, avverte Haefele.

L’outlook positivo si estende alle azioni nipponiche, favorite da una ripresa degli utili societari e da un’espansione del Return on Equity (ROE).