Nell’ultimo trimestre del 2025 le azioni Coinbase hanno rappresentato il principale freno alla performance dei fondi di innovazione di ARK Invest, in un contesto cripto estremamente volatile.
Coinbase pesa sui fondi di innovazione di ARK Invest
Nel quarto trimestre del 2025, Coinbase è risultata il peggior contributore alla performance dei fondi di punta di ARK Invest, guidati da Cathie Wood. Il trimestre, uno dei più turbolenti per il settore cripto negli ultimi anni, ha visto il titolo dell’exchange subire un forte calo.
Secondo il report trimestrale, il titolo è stato il principale detrattore in tutti gli ETF focalizzati sull’innovazione di ARK nei tre mesi chiusi al 31 dicembre. Il ribasso è arrivato in parallelo a una flessione del 9% dei volumi spot sulle piattaforme centralizzate, su base trimestrale.
La debolezza in Borsa è maturata nonostante l’exchange abbia organizzato un evento di prodotto in cui ha illustrato le proprie ambizioni di lungo periodo. Tra le iniziative presentate figurano piani per azioni on-chain, mercati di previsione e un consulente di portafoglio basato su intelligenza artificiale.
Il contesto di mercato è rimasto complesso dopo il 10 ottobre, quando una fase di liquidazioni ha cancellato circa 21 miliardi di dollari di posizioni a leva nel comparto cripto. Questo evento ha amplificato la pressione su asset digitali e titoli collegati.
Altri titoli chiave nei portafogli ARK
Le difficoltà non si sono limitate a Coinbase, ma si sono estese all’intero universo di titoli detenuti da ARK. Tuttavia, l’impatto è stato eterogeneo a seconda dei nomi in portafoglio e dei settori esposti.
Roblox si è affiancata all’exchange tra i maggiori pesi negativi. La società ha riportato per il terzo trimestre una crescita delle prenotazioni del 51% anno su anno, ma ha guidato verso margini operativi in calo nel 2026, a causa di maggiori costi infrastrutturali e per la sicurezza.
Inoltre, il divieto imposto dalla Russia alla piattaforma videoludica per motivi legati alla sicurezza dei minori ha ridotto di circa l’8% il numero complessivo di utenti attivi giornalieri. L’area pesava però per meno dell’1% sui ricavi totali, attenuando l’impatto sui conti.
In netto contrasto, Advanced Micro Devices è emersa come il contributore più forte del trimestre. La società ha annunciato partnership rilevanti nell’AI, tra cui un accordo pluriennale con OpenAI e una collaborazione con Oracle per un supercluster pubblico di calcolo.
I risultati del terzo trimestre di AMD hanno mostrato una crescita dei ricavi del 36% anno su anno, trainata dalla domanda nei segmenti Data Center e Gaming. Questo ha sostenuto il titolo, offrendo un parziale bilanciamento alle perdite su altri fronti tecnologici.
Anche Shopify ha registrato un rally, grazie all’integrazione con OpenAI che consente il checkout istantaneo in chat per gli utenti di ChatGPT. Inoltre, nel terzo trimestre la società ha riportato una crescita del 32% anno su anno sia del valore lordo della merce sia dei ricavi.
Rocket Lab ha visto le proprie azioni impennarsi dopo molteplici accordi di lancio e la firma del più grande contratto nella storia della società. L’intesa, dal valore di 816 milioni di dollari, riguarda la fornitura di 18 satelliti per allerta, tracciamento e difesa missilistica in orbita terrestre bassa.
Performance degli ETF ARK nel quarto trimestre 2025
Nel quarto trimestre del 2025, quattro ETF a gestione attiva di ARK hanno sottoperformato rispetto agli indici azionari globali ampiamente diversificati. Due fondi, invece, hanno sovraperformato o conseguito risultati misti, mostrando una maggiore resilienza.
Nel commento trimestrale, ARK ha sottolineato come «lo spazio dell’innovazione stia recuperando e stia venendo rivalutato». Secondo la società, i venti contrari che per anni hanno pesato sulle tecnologie dirompenti si stanno trasformando progressivamente in «venti favorevoli strutturali».
Detto ciò, i portafogli più esposti alle criptovalute hanno affrontato pressioni particolarmente intense. Bitcoin è sceso dai massimi di ottobre prossimi a 126.000 dollari per attestarsi sotto 88.000 dollari a fine anno, aggravando l’impatto del ribasso sull’ecosistema.
Strategia “everything exchange” e prospettive di crescita
All’inizio di questo mese, il CEO Brian Armstrong ha annunciato che Coinbase perseguirà nel 2026 una strategia di “everything exchange”. L’obiettivo è combinare in un’unica piattaforma cripto, azioni, mercati di previsione e materie prime, su prodotti spot, futures e opzioni.
Questa impostazione punta a posizionare l’exchange in concorrenza diretta con le tradizionali società di intermediazione. Inoltre, rappresenta un’estensione oltre il core business degli asset digitali verso titoli tokenizzati e mercati basati su eventi, che negli ultimi tempi hanno attratto miliardi di dollari di volumi.
Armstrong ha dichiarato che il «goal è rendere Coinbase la app finanziaria numero uno al mondo». La società sta effettuando investimenti significativi nella qualità dei prodotti e nell’automazione, con l’obiettivo di sostenere l’espansione verso nuovi segmenti di clientela.
Espansione nei mercati di previsione e nei derivati
Verso la fine del 2025, l’exchange ha accelerato l’ingresso nei mercati di previsione tramite una partnership con Kalshi, piattaforma regolamentata dalla CFTC statunitense. L’accordo consente a Coinbase di operare in un quadro normativo federale consolidato.
A novembre sono circolati screenshot che mostravano un’interfaccia di previsione a marchio Coinbase, con operatività in USDC o dollari. Le categorie coperte includono economia, politica, sport e tecnologia, andando oltre il perimetro tradizionale delle sole criptovalute.
Il prodotto è gestito tramite Coinbase Financial Markets, il braccio dedicato ai derivati, che utilizza l’infrastruttura regolamentare di Kalshi per offrire contratti evento. Questi strumenti sono strutturati come semplici domande sì/no, facilitando la comprensione per l’investitore retail.
Tokenizzazione, regolamentazione e valutazione di mercato
Parallelamente, Coinbase prevede di emettere direttamente azioni tokenizzate, senza passare per partner esterni. Si tratta di un cambio di approccio rispetto a player come Robinhood e Kraken, che si appoggiano a provider terzi per i token azionari.
Alla luce di questi preparativi per il 2026, Goldman Sachs ha alzato la raccomandazione sul titolo da neutrale a buy il 6 gennaio, portando il target a 12 mesi a 303 dollari. Il giorno dell’upgrade, il titolo ha guadagnato circa l’8%, chiudendo a 254,92 dollari.
Gli analisti hanno evidenziato gli sforzi dell’exchange per andare oltre il semplice trading spot di criptovalute. In particolare, sono stati citati i progetti su infrastrutture, tokenizzazione e mercati di previsione come potenziali driver di crescita nel medio periodo.
Inoltre, il responsabile della ricerca sugli investimenti di Coinbase ha ribadito che la società si attende una più ampia adozione delle cripto nel 2026. Questo movimento dovrebbe essere sostenuto dalla maggiore partecipazione sia retail sia istituzionale, favorita da un quadro regolamentare più chiaro.
Impatto della volatilità sulle azioni Coinbase e contesto normativo
La forte volatilità del comparto digitale nel quarto trimestre e il calo di Bitcoin hanno reso particolarmente instabile l’andamento delle azioni Coinbase, con riflessi immediati sui fondi gestiti da ARK. In questo scenario, gli investitori guardano con attenzione alle mosse strategiche del gruppo.
Tuttavia, sullo sfondo permangono tensioni regolamentari. Coinbase ha minacciato di ritirare il proprio supporto al progetto di Crypto Market Structure Bill, dopo modifiche dell’ultimo minuto contestate dall’industria. Secondo vari operatori, queste novità potrebbero di fatto mettere fine alla DeFi negli Stati Uniti.
Nel complesso, il quarto trimestre 2025 si è rivelato uno stress test severo per l’intero ecosistema cripto e per i veicoli d’investimento esposti. La combinazione tra crolli di prezzo, volatilità elevata e incertezza normativa ha colpito duramente il settore, ma ha anche accelerato i piani di diversificazione e innovazione di Coinbase.
