Bernstein punta su SanDisk e Seagate: storage per AI al centro della crescita

storage per AI

Nel nuovo scenario tecnologico globale, lo storage per AI emerge come uno dei segmenti più strategici, con Bernstein che individua nei fornitori di memoria i principali vincitori fino al 2026.

La crescita dei dati spinti dall’intelligenza artificiale

Secondo Bernstein, l’esplosione di dati generata dall’intelligenza artificiale proseguirà almeno fino al 2026 senza segnali di rallentamento. Gli analisti ritengono che gli sviluppatori di modelli non abbiano alcun incentivo a ridurre gli investimenti, perché le capacità dell’AI continuano a migliorare.

Detto ciò, i requisiti di dati per addestrare e far funzionare i modelli aumentano costantemente. I carichi di lavoro di training richiedono enormi volumi di archiviazione, mentre la creazione di contenuti produce file sempre più ricchi e pesanti.

Inoltre, molte aziende tendono a conservare i dati più a lungo rispetto al passato, ampliando nel tempo il fabbisogno complessivo di memoria e dischi. Questo insieme di fattori alimenta una domanda strutturalmente elevata per capacità di archiviazione.

Una “super ciclo” di memoria e storage

L’analista Mark Newman descrive il contesto come un “super ciclo” senza precedenti per memoria e storage. A suo giudizio, i fornitori di memorie e dischi rigidi sono quelli che beneficeranno maggiormente di queste dinamiche.

Tuttavia, la forte domanda ha già spinto i prezzi verso l’alto. Bernstein sottolinea che i clienti sono sostanzialmente “insensibili al prezzo”, perché devono comunque assicurarsi la capacità necessaria, indipendentemente dal costo.

Nel complesso, questo squilibrio tra domanda e offerta si traduce in margini in miglioramento per i produttori di componenti di archiviazione, ma in maggiore pressione per chi acquista tali componenti per integrarli nei propri dispositivi.

SanDisk e Seagate tra le scelte top di Bernstein

Nella sua analisi sul mercato hardware statunitense al 2026, Bernstein raccomanda in modo esplicito SanDisk e Seagate come principali beneficiari della corsa ai dati. La casa di ricerca assegna a SanDisk un target price di 580 dollari.

La valutazione su SanDisk si fonda in particolare sulle carenze di offerta di NAND e sugli aumenti di prezzo, definiti da Bernstein “senza precedenti”. Per gli analisti, queste condizioni favoriscono in modo diretto i produttori di memoria flash.

Seagate riceve a sua volta la qualifica di top pick. Secondo Bernstein, il gruppo rappresenta un beneficiario “meno volatile” dell’esplosione dei dati rispetto ad altri operatori dello storage, grazie al suo posizionamento nel segmento dei dischi rigidi.

IBM, Broadcom e le opportunità oltre lo storage

Accanto ai fornitori di storage, Bernstein individua opportunità anche su IBM, legate alla traiettoria del calcolo quantistico. La società di ricerca stima per il titolo un potenziale rialzo del 23%, trainato dai primi casi d’uso di quantum computing attesi nel 2026.

Inoltre, Broadcom resta al centro dello scenario AI sul fronte dei chip specializzati. L’analista Stacy Rasgon ha confermato il rating Outperform e un target price di 475 dollari il 9 gennaio, nonostante i timori sulla concorrenza.

La società ha incontrato il management di Broadcom per discutere le preoccupazioni legate alla crescente competizione nell’AI e agli strumenti proprietari dei clienti. Bernstein è uscita convinta che tali rischi siano in parte esagerati.

Vantaggi tecnologici di Broadcom nell’AI

Secondo Bernstein, Broadcom mantiene una posizione di leadership negli ASIC per AI grazie a vantaggi tecnologici difficili da replicare. Tra questi figurano l’adozione del 3D chip stacking e la tecnologia 400G serdes.

Inoltre, Broadcom controlla la propria produzione di substrati e lavora su tecniche che potrebbero persino eliminare il bisogno di interposer in alcune architetture avanzate. Questo rafforza il vantaggio competitivo verso concorrenti e grandi clienti.

Un ulteriore elemento chiave è il legame con il ritmo di innovazione di Nvidia. Bernstein evidenzia che Broadcom consente ai clienti XPU di restare allineati alla roadmap di Nvidia, risultando, a suo dire, l’unico player in grado di offrire questa capacità.

Hardware tradizionale sotto pressione

L’aumento dei prezzi di memoria e archiviazione ha però un impatto opposto sui produttori di hardware. Secondo Bernstein, gli OEM sono tra i soggetti più esposti a questa dinamica di costo.

In particolare, HP Inc. e SMCI potrebbero subire una contrazione degli utili fino al 19%. Anche Dell e HPE devono fronteggiare pressioni al ribasso sui risultati, poiché faticano a trasferire integralmente l’aumento dei costi ai clienti finali.

Detto ciò, Apple dispone di una certa protezione nel breve termine, grazie ad accordi di fornitura di lungo periodo. Tuttavia, Bernstein avverte che nel corso del 2026 potrebbe emergere la necessità di ritoccare verso l’alto i prezzi dei dispositivi.

Prospettive sullo storage per AI fino al 2026

In prospettiva, Bernstein prevede che il rialzo dei prezzi di memoria e archiviazione proseguirà almeno fino al 2026. La domanda dovrebbe restare sostenuta man mano che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale accelera.

In questo contesto, la combinazione di archiviazione dati per AI in forte crescita e offerta limitata sostiene margini elevati per i fornitori di componenti, mentre comprime quelli dei produttori di sistemi finiti.

Nel complesso, la casa di ricerca ritiene che i principali vincitori di questo ciclo saranno i produttori di memoria e dischi, mentre gli OEM dovranno gestire con attenzione l’impatto dei costi sul conto economico e sulle strategie di prezzo.