Il recente investimento del fondo pensione statale della Louisiana nelle azioni MicroStrategy conferma la crescente tendenza degli istituzionali a usare titoli quotati per ottenere esposizione a Bitcoin.
Il fondo pensione Louisiana punta 3,2 milioni su MicroStrategy
Il Louisiana State Employees’ Retirement System (LASERS) ha comunicato una partecipazione da 3,2 milioni di dollari in MicroStrategy Inc. (ticker MSTR), secondo le più recenti comunicazioni di portafoglio. L’investimento corrisponde a 17.900 azioni del gruppo software focalizzato su Bitcoin.
LASERS gestisce circa 15,6 miliardi di dollari in patrimoni previdenziali per i dipendenti pubblici dello Stato. L’allocazione su MSTR rientra in una strategia più ampia per accedere a Bitcoin in modo indiretto, sfruttando strumenti quotati anziché detenere direttamente la criptovaluta.
Al momento della comunicazione, il titolo MSTR era valutato intorno a 179 dollari per azione. Ciò consente al fondo di partecipare ai movimenti del prezzo di Bitcoin attraverso l’andamento borsistico della società.
Confronto con altri fondi pubblici e posizionamento di LASERS
Questa mossa colloca la Louisiana accanto ad altri fondi pubblici statunitensi. Il fondo di New York, ad esempio, ha incrementato la propria esposizione a MSTR fino a 50 milioni di dollari nel dicembre 2025, rafforzando il ruolo del titolo come veicolo per il settore crypto.
Nel portafoglio di LASERS figurano anche consistenti partecipazioni in società tecnologiche come Nvidia, Apple, Microsoft, Amazon e Alphabet. Tuttavia, l’ingresso sulle azioni MicroStrategy rappresenta un segnale esplicito di apertura verso strumenti collegati agli asset digitali.
MicroStrategy e il ruolo centrale dei Bitcoin in bilancio
MicroStrategy, guidata dal chairman Michael Saylor, è nota per aver trasformato il proprio modello da semplice software enterprise a veicolo di accumulo di Bitcoin. In base all’ultimo aggiornamento, la società detiene oltre 190.000 BTC.
Tra questi, spicca l’acquisto di 13.627 Bitcoin per un controvalore di 1,25 miliardi di dollari, a un prezzo medio di 91.519 dollari per unità. Questa strategia ha reso il titolo una sorta di proxy quotato dell’andamento della principale criptovaluta.
Il prezzo delle azioni tende infatti a seguire da vicino le oscillazioni di Bitcoin. La criptovaluta è recentemente salita oltre 97.000 dollari, per poi ritracciare sotto quota 93.000 dollari, confermando una fase di forte volatilità.
Determinanti di mercato e valutazione rispetto ai Bitcoin in bilancio
Nonostante la volatilità recente, il market net asset value (mNAV) di MicroStrategy si attesta a 1,07. Questo indicatore segnala che il titolo tratta a premio rispetto al valore di mercato dei Bitcoin detenuti a bilancio.
Molti gestori considerano quindi MSTR un veicolo pratico per ottenere esposizione a Bitcoin, evitando la gestione diretta di wallet e la custodia di asset digitali. Inoltre, la struttura regolamentata di una società quotata può risultare più compatibile con i mandati di investimento dei fondi pensione.
Per LASERS, l’allocazione da 3,2 milioni di dollari indica l’aspettativa che ulteriori rialzi della criptovaluta possano sostenere un recupero del titolo verso il massimo a 12 mesi, pari a 450 dollari per azione.
Andamento e rischi legati alla performance azionaria
La performance delle azioni MicroStrategy resta però caratterizzata da un profilo di rischio elevato. Il titolo ha perso circa 61% negli ultimi sei mesi, in netto contrasto con la recente ripresa settimanale.
Nell’ultima settimana osservata, il titolo è salito di circa 4% e ha chiuso il venerdì in rialzo dell’1,6% a 173 dollari. Questo andamento riflette la sensibilità del prezzo sia alle dinamiche di Bitcoin sia al sentiment degli investitori verso la leva finanziaria utilizzata dalla società.
MicroStrategy rimane comunque il più grande detentore corporate di Bitcoin a livello globale ed è spesso definita una “balena” di mercato. Alcuni operatori ritengono che questa dimensione conferisca un potenziale potere di influenza sui prezzi della criptovaluta.
Le critiche al modello di business e la difesa di Saylor
Il modello di MicroStrategy non è esente da controversie. Il financial analyst Herb Greenberg ha descritto la società come una sorta di “quasi schema Ponzi”, criticando la debolezza del reddito operativo e la dipendenza da emissioni di debito ed equity.
Secondo i critici, l’eccessivo ricorso alla leva e l’assenza di robusti flussi di cassa industriali rendono il titolo particolarmente vulnerabile a correzioni del mercato crypto. Inoltre, la sovrapposizione tra rischio azionario e rischio Bitcoin amplifica la volatilità complessiva.
Saylor ha respinto queste accuse paragonando la strategia a quella della finanza immobiliare. Ha spiegato a CNBC che, così come gli sviluppatori a Manhattan emettono nuovo debito quando il valore degli immobili cresce, la società utilizza meccanismi analoghi legati all’apprezzamento dei Bitcoin.
Azioni MicroStrategy e interesse dei fondi pensione pubblici
Negli ultimi anni, diversi enti previdenziali pubblici hanno iniziato a guardare con interesse a titoli collegati al mondo crypto. In questo contesto, il caso della Louisiana si inserisce in un trend più ampio che coinvolge anche altri stati.
MicroStrategy ha inoltre lanciato emissioni di azioni privilegiate, con denominazioni come “Strike” e “Stretch”, che prevedono dividendi fissi indicizzati alla performance di Bitcoin. Questi strumenti puntano a offrire rendimenti aggiuntivi nelle fasi di mercato rialziste.
Saylor ha chiarito che MSTR non va considerato un conto di deposito ad alto rendimento, ma che in condizioni di bull market può avvicinarsi a tale profilo, combinando crescita del capitale e flussi cedolari.
La crescente adozione di equity crypto-linked da parte dei fondi pubblici
I fondi pubblici vedono sempre più spesso nelle azioni legate agli asset digitali un’alternativa regolamentata alla detenzione diretta di criptovalute. Questa dinamica riguarda non solo MicroStrategy, ma anche altri emittenti esposti al settore.
Detto ciò, l’ingresso di LASERS evidenzia sia il potenziale di diversificazione sia i rischi associati alla forte correlazione con Bitcoin. Le scelte di asset allocation dovranno quindi bilanciare attentamente la ricerca di rendimento con la gestione della volatilità.
Nel complesso, la decisione del fondo pensione della Louisiana rafforza il ruolo delle equity crypto-linked nel portafoglio istituzionale e conferma la progressiva normalizzazione dell’esposizione a Bitcoin attraverso canali regolamentati.
