Investimenti, mercato immobiliare: ripresa rimandata al 2022

L’investimento immobiliare non più come alternativo, ma come “core”, strategico. Questo è stato l’effetto del covid sui capitali; secondo il nuovo report Italian Market Perspective 2021di JLL, l’Italia si posiziona al 13° posto tra i principali mercati in termini di investimenti in commercial real estate. L’incertezza che ancora regna quest’anno si tramuterà in un secondo semestre positivo e in una solida ripresa nel 2022.

“L’attenzione al tema della sostenibilità, l’innovazione tecnologica, la rigenerazione urbana e la flessibilità caratterizzeranno gli immobili del futuro” ha affermato Barbara Cominelli, CEO di JLL Italia. “Il settore del real estate è destinato ad acquisire il ruolo di driver dello sviluppo economico e sociale in grado di portare innovazione e visione strategica”.

JLL

Investimenti immobiliari a Milano e Roma

Secondo gli analisti, Milano si conferma il mercato più liquido, ma per i prossimi mesi, anche grazie alla crescita della logistica e del living, ci si aspetta sempre più interesse da parte degli investitori per Roma e per le città emergenti. Lo stock immobiliare datato costituisce una importante opportunità di rinascita e di riconversione per molti asset con attenzione crescente alla sostenibilità e alla salute.

Investire in immobili settore per settore:

Ecco secondo Jll quali sono i settori in cui converrà investire nei prossimi mesi:

  • Uffici: sono destinati ad adattarsi alle nuove esigenze (minore densità nell’occupazione degli spazi,presenza sia di zone formali che di spazi informali dedicati alla collaborazione, spazi flessibili e adattabili in base ai picchi di utilizzo, presenza di servizi e spazi dedicati alla salute e al benessere), sarà sempre più centrale l’attenzione all’impatto ambientale. Il nuovo workplace è destinato a diventare ibrido e l’ufficio diviene uno strumento a supporto della corporate identity.
  • Logistica: il settore si è dimostrato molto resiliente nel 2020 grazie alla forte spinta derivante da e-commerce, grocery e farmaceutico. A breve termine ci si attende che questo tipo di domanda continuerà a trainare il mercato delle locazioni e crescerà la richiesta di strutture last mile aumentando il focus su sostenibilità, tecnologia e supply chain; si prospetta un trend crescente che riguarda la conversione di asset prima destinati ad altri usi oltre ad un nuovo design degli immobili (immobili multi piano e micro-centri di distribuzione a livello locale).
  • Retail: è il settore che più ha sofferto la crisi. Nei prossimi anni si assisterà ad una profonda trasformazione come conseguenza delle mutate abitudini di consumo (maggior ricorso all’e-commerce anche per il settore food, attenzione alla sostenibilità e alla salute, ai prodotti locali, al packaging e al tracciamento), sempre maggiore commistione tra on-line e off-line, nuovi formati e contratti d’affitto flessibili.
  • Hospitality: la pandemia ha accelerato alcune tendenze in atto, come l’innovazione tecnologica e l’attenzione alla sostenibilità, incoraggiando gli operatori alberghieri a essere più creativi nell’attrarre ospiti e nel diversificare i flussi di reddito. Il settore sarà interessato anche da fenomeni di riconversione degli spazi in co-working, aree per lo sport&wellness o spazi dedicati alla ristorazione. A partire dalla seconda metà del 2021 ci si aspetta una significativa ripresa dell’attività transattiva grazie all’immissione sul
  • Residenziale: il vecchio stock immobiliare italiano non è in grado di rispondere alla nuova domanda di servizi e comfort e questo apre la strada a nuovi settori e a uno spostamento della domanda verso il mercato degli affitti. Tuttavia, per soddisfare le esigenze della domanda e ottenere un vantaggio competitivo rispetto al tradizionale settore residenziale, i nuovi prodotti abitativi dovranno essere focalizzati sui servizi e sulla flessibilità al fine di facilitare e adattarsi alla molteplicità di scopi che devono soddisfare.
  • Healthcare: è in rapida crescita in quanto rappresenta un’opportunità per il settore immobiliare di migliorare la qualità della vita delle persone investendo in un settore che presenta rendimenti interessanti e stabili. A causa del costante invecchiamento della popolazione, l’attenzione è rivolta principalmente al settore delle case di cura e alla relativa domanda in rapida crescita. Gli attuali trend suggeriscono la necessità di 80.000 posti letto in più nei prossimi anni.
  • Student housing: è destinato a subire profondi cambiamenti. L’anno accademico 2020/2021 mostra un panorama universitario più vario e diffuso sul territorio nazionale. Il Covid non ha inciso sul numero degli studenti ma ha determinato una maggiore distribuzione degli stessi nei diversi atenei, da Nord a Sud. La pipeline di studentati per i prossimi anni è consistente e ci si aspetta che questo sostenga un mercato verso il quale è elevato l’interesse sia da parte di investitori italiani che stranieri.

A cura di Idealista