Allocation settoriali: banche e assicurazioni tra M&A e possibili maggiori ritorni

Il settore finanziario europeo si prepara a un 2026 di forte slancio, allargando il proprio motore ben oltre il traino straordinario delle banche. Se il 2025 si è chiuso con un +75% per l’indice Stoxx Europe Banks 600, le prospettive per il nuovo anno si fondano su fondamentali solidi e valutazioni ancora attraenti, non solo nel credito, secondo David Benamou, CIO di Axiom Alternative Investments.

“Il settore bancario europeo presenta fondamentali solidi: tra gli altri, la ripresa dei prestiti – che dovrebbero aumentare del 3-4% – tassi a breve termine stabili (~2%) e la crescita dei volumi spingono gli analisti a prevedere un aumento dei ricavi del 3-5% per gli esercizi 2026 e 2027”, spiega Benamou. La crescita degli utili, attesa al 9% annuo fino al 2027, supera quella di altri settori ciclici. A questo si aggiungono generose politiche di capitalizzazione: “I dividendi e i programmi di riacquisto di azioni rappresentano circa il 20% della capitalizzazione di mercato del settore nel 2027”.

Tra i nomi più interessanti per i ritorni sul capitale, Benamou cita Banco de Sabadell (Spagna), AIB (Irlanda), Lloyds (Regno Unito) e l’italiana Intesa Sanpaolo. Il punto di forza, oltre ai solidi coefficienti patrimoniali CET1, è la valutazione: “Le banche sono scambiate a circa 9,4 volte gli utili previsti per il 2027, con uno sconto del 40% rispetto allo STOXX 600. Se questa sottovalutazione era giustificata in passato, oggi è in contraddizione con una redditività superiore alla media europea (ROE ~12-13% contro l’8-10% degli industriali e dei beni di consumo)”.

Secondo l’analisi, le banche europee stanno dimostrando una resilienza comparabile o superiore a quelle statunitensi: “Oggi la redditività europea è comparabile o superiore su base rettificata (ROE 12-13% contro 11-12% negli Stati Uniti), con una crescita degli utili più stabile e alla luce dei rischi politici emergenti negli Stati Uniti, come il ventilato limite del 10% sui tassi delle carte di credito”.

Oltre le banche: l’universo finanziario si allarga

Tuttavia, le banche non sono l’unico “top pick” per il 2026. “Ci sono altri sotto settori finanziari che competono con le banche quest’anno con P/E ratios più bassi e rendimenti più elevati: riassicurativi, asset manager tradizionali e compagnie assicurative offrono una crescita dei ricavi e dei rendimenti di borsa comparabili”, sottolinea Benamou.

Il settore riassicurativo, in piena fase di consolidamento, offre ritorni “che spesso superano il 10-15%”. L’offerta di Zurich Re per Beazley, in cui Axiom è investita, ne è un esempio. “Ci sono altre opportunità di consolidamento nel settore: Hiscox, che abbiamo in portafoglio, è una di quelle da tenere d’occhio”.

Le compagnie vita cavalcano invece il trend demografico: “Player come AXA e Generali stanno registrando un aumento dei premi del 7-12% all’anno”, grazie a prodotti ibridi. Anche l’asset management tradizionale registra una ripresa: “La crescita dei ricavi di Schroders dovrebbe attestarsi al +6% per il 2026 e al +10% per gli utili”, spiega il CIO. Infine, spiccano i broker digitali: “FinecoBank in Italia sta registrando una forte crescita dei ricavi (>6%) grazie alle commissioni e ai servizi fintech, con margini in rapida crescita”.

In sintesi, il 2026 si prospetta come l’anno in cui l’intero ecosistema finanziario europeo, ben oltre le sole banche, potrebbe finalmente ricevere il riconoscimento di mercato che, secondo gli analisti, la sua redditività e i suoi fondamentali già meritano.