Lubin e il ruolo delle crypto nella guerra in Ucraina

crypto war Ukraine

Sono passati solo venti giorni da quel pessimo 24 febbraio 2022 e l’avanzata russa in Ucraina mette oramai alle strette Kiev. Dal giorno dello scoppio della guerra ad oggi le crypto hanno saputo ritagliarsi un loro spazio.

Crypto in aiuto per la guerra in Ucraina

La capitale ucraina ed altre città importanti per il controllo del paese come Karkiv, Mariupol e Odessa si aspettano l’assalto finale a giorni ma l’esercito di Zelensky non è ancora stato battuto.

Una stoica resistenza civile e militare combatte per salvare il paese contro l’esercito di Mosca che avrebbe dovuto avere vita facile se non fosse per il coraggio di questo popolo e di un aiuto esterno cospicuo.

L’aiuto delle sanzioni internazionali? In parte ma questo riguarda più l’isolamento politico della Russia che un aiuto concreto in battaglia.

Un enorme aiuto è arrivato inaspettato ma ingente dal mondo crypto. 

Tramite donazioni in valute virtuali infatti Kiev si è potuta finanziare per fornire il proprio esercito di armi (oltre a quelle donate dagli altri paesi), razioni di guerra e supporti logistici (mezzi, attrezzature mediche sul campo, ecc..).

Le donazioni in totale superano i 60 milioni di dollari, cifre da capogiro anche per uno stato sovrano come l’Ucraina che ringrazia con stupore.

Joseph Lubin
Joseph Lubin

La posizione di Lubin

Joseph Lubin, imprenditore canadese co-fondatore di Ethereum è intervenuto in merito al tema valute virtuali e guerra gettando nuova luce sulle crypto. 

Secondo Lubin infatti, il contesto in cui l’Europa dell’Est si trova è stato un forte viatico all’integrazione delle valute virtuali nei mercati globali.

“Rappresenta l’attraversamento del fosso verso l’utilizzo tradizionale.

Ora ci occupiamo di questioni di sicurezza nazionale. Sarà così profondo, un punto di non ritorno per il nostro settore, perché è chiaro che la nostra tecnologia è molto potente e inarrestabile. Le criptovalute verranno utilizzate da molti Stati nazionali diversi, indipendentemente da ciò che dicono o fanno gli atri Stati nazionali, e questo vuol dire che ogni Stato nazionale deve creare politiche, acquisire esperienza e iniziare a utilizzare questi strumenti.”

Quanto dichiarato da Lubin, spiega un concetto semplice.

Le crypto sono inarrestabili, funzionali e si integreranno sempre di più negli stati al punto che singoli paesi potranno scegliere di adottare unilateralmente a prescindere dalla posizione in merito di altri paesi o organizzazioni. 

Secondo il magnate canadese siamo a un punto di non ritorno e il mondo ha capito quanto importanti siano le crypto, Btc e Eth su tutte per lo sviluppo e la stabilità nel mondo. 

L’altra metà della mela

In Ethereum Lubin non è l’unico che ha preso posizione in merito.

L’altro co-fondatore infatti Vitalik Dmitriyevich Buterin, di origine russa ma naturalizzato canadese aveva espresso una posizione sullo stesso tema.

Secondo Buterin, Ethereum (e la sua crypto Ether) è funzionale sia ai russi quanto agli ucraini e si pone in una posizione superpartes.

Questa posizione tuttavia contrasta con quella personale del russo-canadese che ha tenuto a specificare essere di ferma condanna verso l’azione prevaricatrice di Putin. 

Le criptovalute si integrano sempre più in un mondo in cui le valute fiat perdono di valore, le materie prime vanno alle stelle, così come il costo dell’energia e le tensioni internazionali si acuiscono.

Il servizio, o meglio, lo strumento che queste valute rappresentano, segna una discontinuità con il passato:  non sono controllabili da una piuttosto che da un’altra parte e questo le privilegia. 

 

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