Il settore tecnologico si appresta a vivere un anno spartiacque. Dopo il lungo ciclo di espansione trainato dalla rivoluzione digitale e dall’esplosione dell’IA, per i mercati finanziari il 2026 segna il passaggio a una fase di maggiore maturità, dove la capacità di generare valore economico concreto diventa il criterio discriminante. Ne è convinto Francesco Pighini, gestore del fondo Pictet-Robotics di Pictet AM, secondo cui la tecnologia rimarrà un pilastro dei portafogli, ma richiederà un approccio più disciplinato e selettivo.
«Dopo anni di crescita sostenuta e di forte espansione delle valutazioni, alimentate dall’accelerazione digitale e dall’emergere dell’intelligenza artificiale, l’attenzione degli investitori si sta progressivamente spostando dalla promessa dell’innovazione alla sua capacità di generare valore economico concreto e duraturo», afferma Pighini. «In un contesto macroeconomico caratterizzato da crescita più selettiva, politiche monetarie meno accomodanti e maggiore sensibilità alle valutazioni, la tecnologia resta un pilastro dei portafogli, ma richiede un approccio più maturo».
L’innovazione si radica nell’economia reale
La svolta, secondo il gestore, è che l’innovazione sta uscendo dai laboratori e dalle big tech per permeare trasversalmente il tessuto produttivo. «Strumenti avanzati di digitalizzazione, un tempo appannaggio esclusivo delle grandi multinazionali, stanno diventando accessibili anche alle piccole e medie imprese, contribuendo a migliorare l’efficienza operativa e la resilienza dei modelli produttivi. Questo processo amplia la base degli utilizzatori finali e rafforza la natura strutturale del cambiamento in atto».
Pighini porta tre esempi concreti di questa diffusione. Il Digital Twin, prima tecnologia costosa per grandi gruppi industriali, oggi è adottato dalle PMI per ridurre i tempi di inattività e ottimizzare i costi, accelerando la digitalizzazione dell’industria. La guida autonoma, con un mercato potenziale da 1.200 miliardi di dollari entro il 2040 e tassi di crescita superiori al 40% annuo in Cina e USA, è destinata a ridisegnare mobilità, logistica e pianificazione urbana. Infine, l’IA Agentic, che sta registrando una domanda in crescita del 40% annuo, rappresenta una svolta paragonabile all’IA generativa per il mercato consumer, ristrutturando flussi di lavoro operativi e modelli di servizio.
Valutazioni: il dibattito è aperto, ma il contesto è cambiato
Il timore di bolle speculative nel tech è sempre in agguato, ma Pighini invita a una lettura più articolata. «A differenza di cicli precedenti, molte delle aziende leader operano oggi con modelli di business consolidati, elevata generazione di cassa e posizioni competitive difficilmente replicabili. Sebbene sia i mercati che le tecnologie siano naturalmente soggetti a dinamiche cicliche, il loro valore intrinseco alla fine prevale. I progressi che generano vantaggi tangibili per i clienti continueranno a determinare performance superiori».
La selezione è tutto: semiconduttori e software AI al centro
In questa nuova fase, la capacità di selezionare i veri vincitori diventa cruciale. «La distinzione tra aziende in grado di trasformare l’innovazione in profitti sostenibili e realtà che faticano a dimostrare la solidità dei propri modelli diventa sempre più netta», sottolinea il gestore. Il focus è su imprese che uniscono leadership tecnologica, disciplina finanziaria e visibilità sui ritorni.
Un settore ritenuto fondamentale è quello dei semiconduttori, «alla base di praticamente tutte le innovazioni, in particolare dell’IA». «Senza di essi, il software non potrebbe interfacciarsi efficacemente con l’hardware. Con l’aumentare della loro importanza strategica, anche il peso di questo segmento nel nostro portafoglio è cresciuto negli ultimi dieci anni».
Parallelamente, il fondo ha aumentato l’esposizione verso il software basato sull’intelligenza artificiale e ridotto le posizioni in attività più tradizionali con un potenziale di innovazione limitato. Un esempio di holding di punta è Salesforce, pioniere del SaaS e oggi all’avanguardia nell’IA Agentic. «Queste aziende innovano tempestivamente, schiudono nuovi mercati, conquistano quote e fidelizzano i clienti. L’implementazione interna della tecnologia per migliorare l’efficienza consente inoltre maggiori economie di scala».
Il messaggio per il 2026: continuità ed evoluzione
«Il messaggio che emerge guardando al 2026 è quindi di continuità, ma anche di evoluzione», conclude Francesco Pighini. «La tecnologia resta un motore essenziale per la crescita globale, ma l’epoca delle valutazioni indiscriminate lascia spazio a una fase più selettiva, in cui contano qualità, sostenibilità e capacità di attraversare l’intero ciclo di innovazione. È in questo equilibrio tra progresso tecnologico e creazione di valore che si giocherà la prossima fase dei mercati».
Proprio per approfondire questa transizione, uno dei temi centrali del primo Roadshow 2026 di Pictet AM Italia sarà dedicato alla strategia Pictet-Robotics, con l’obiettivo di indagare rischi e opportunità dell’universo tech in questa nuova era di maturità.
